Glass-Steagall Act

 

Glass-Steagall Act

di Massimo Lodi Rizzini

Proprio come accaduto in Italia e in Europa dal 1992 in poi, negli USA del dopo McKinley (il presidente assassinato perché intenzionato a portare avanti progetti di sviluppo infrastrutturale: ferrovie, strade, centrali elettriche, dighe, canalizzazioni ecc.), ci furono 3 decenni di politiche liberiste-ecologiste iniziate da Theodore Roosevelt (Teddy Bear) e portate avanti da tutti i presidenti succedutesi, compresa la nascita (incostituzionale) del sistema delle Federal Reserve Bank. Ovviamente la distruzione del concetto di Stato Sovrano proseguì con le solite politiche di privatizzazione, deregolamentazione e liberalizzazione; gran parte del bene pubblico (infrastrutture) venne svenduto agli speculatori di allora (Rockefeller, Mellon, Astor, Vanderbildt, Morgan, Bush, tanto per citarne alcuni) e questi utilizzarono questi beni fisici come sottostante per montare bolle speculative finanziarie.
Ovviamente presero il controllo delle infrastrutture per fare cassa (soldi veri) e senza avere alcuna intenzione di espanderle attraverso investimenti e innovazioni tecnologiche.
Le infrastrutture richiedono ingenti finanziamenti iniziali e non rendono utili nel breve periodo, ecco perché in una sana economia le infrastrutture devono tutte rimanere sotto il controllo statale, perché sono un servizio, sono la civiltà, e non si possono fare utili diretti sulle infrastrutture. Pertanto grandi zone degli Stati Uniti piombarono o rimasero nella povertà per mancanza di sviluppo (e manutenzione) infrastrutturale.
Solo nei grandi centri abitati ci fu una espansione, ma solo perché il gran numero di utenti poteva garantire il flusso monetario che faceva gola alla speculazione dei privati.
Questa panoramica serve per capire perché si creò la bolla speculativa che scoppiò nel 1929, perché allora come oggi l’economia reale venne dimenticata.
Lo Stato non finanziò più le grandi opere e questo mortificò la capacità industriale e tecnologica, i privati montarono una serie di bolle speculative consecutive, la follia borsistica si diffuse tra la grande massa (il parco buoi) ma tutto quello che si produsse fu un mare di carta senza più alcun contatto con la realtà fisica.
Inoltre, proprio come nei tempi odierni, le banche commerciali, quelle dotate di sportelli e che dovrebbero occuparsi di depositi e prestiti, furono fagocitate dalla banche d’affari (speculazione pura) e siccome i depositi dei clienti vennero usati per attività speculative, il credito venne a mancare, niente più soldi per l’imprenditoria, perché concedere prestiti e mutui a basso tasso di interesse e per un lungo periodo e non fare soldi in pochi giorni scommettendo in borsa? Era questo infatti il pensiero dominante, proprio come oggi!
Ma l’economia di carta non può reggere all’infinito e prima o poi le bolle scoppiano mandando in malora il famoso parco buoi, ma non solo, anni e anni di abbandono dell’economia reale fanno si che tutte le attività produttive vengano spazzate via e quelle poche che rimangono non sono in grado di mantenere un livello di civiltà accettabile: niente soldi per la sanità, per la giustizia, per la sicurezza, per l’istruzione, per le infrastrutture essenziali come strade, ferrovie, centrali elettriche, ponti eccetera. Il mondo civile crolla improvvisamente e decine di milioni di poveri piombano in una condizione di miseria medioevale.
Quando FD Roosevelt vinse le elezioni presidenziali, si trovò di fronte l’apocalisse, una nazione in rovina, milioni di poveri, disoccupati e senza prospettive. Per fortuna, da giovane, durante il periodo iniziale della sua malattia, ebbe l’occasione di leggere la corrispondenza tra un suo avo ed Alexander Hamilton, il primo segretario al Tesoro degli USA, l’ideatore, assieme a Benjamin Franklin, del Sistema Americano di Economia Politica (sistema creditizio) che si opponeva al sistema britannico usuraio e speculativo (sistema monetarista in uso anche oggi);
Con quella impostazione, non appena entrò alla Casa Bianca, istituì una commissione di inchiesta sulle attività speculative (Commissione Pecora) e trascinò alla sbarra gli speculatori che subirono le giuste condanne. Fece inoltre predisporre una legge per la separazione bancaria, il Glass Steagall Act, le banche commerciali (depositi e prestiti) potevano godere della protezione statale in caso di necessità, ma dovevano venire rigidamente regolamentate; mentre le banche d’affari (speculative) in caso di problemi sarebbero state lasciate fallire senza alcun aiuto pubblico, visto che la loro attività non era di nessun interesse per il bene comune, anzi …
Riordinato il sistema bancario, poté ordinare credito pubblico per le grandi opere infrastrutturali (ad es. la Tennessee Valley Authority). In questo modo il New Deal trasformò gli USA, devastati da decenni di speculazione liberista, in una sana e forte economia agroindustriale, così potente che riuscì a fornire, 10 anni più tardi, materiale bellico, logistico, alimentare, farmaceutico ed industriale a tutti gli alleati, rendendo così possibile la vittoria contro il nazifascismo.
Mi auguro che questa esposizione sia utile per chiarire il perché della Glass-Steagall di allora e perché sia fondamentale ripristinarla anche oggigiorno. Il sistema speculativo galleggia su una bolla che “vale” milioni di miliardi di dollari, niente e nessuno potrà ripagare anche solo la decima parte di quella marea speculativa, inutile tentare di salvare banche e mercati, non esiste al mondo tutta la ricchezza necessaria. Si può e si deve fare a meno di mercati e speculatori, o meglio regolamentare il sistema creditizio che in ogni caso deve essere basato su una netta separazione delle attività bancarie, il Glass-Steagall Act del 21° secolo, da usarsi come base per tornare a politiche creditizie agevolate da Banche nazionali hamiltoniane e da progetti di collaborazione tra Stati Sovrani, perché gli esseri umani, al contrario delle bestie che competono tra di loro, possono e devono collaborare per conseguire ad una Società basata su Etica e Valori.

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