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Austria ed Ungheria di nuovo al centro di buone notizie.

Dal fronte ungherese, dopo la schiacciante vittoria di Orban, ma della Destra in generale, emerge una notizia che non poteva essere altro la naturale conseguenza del
secondo mandato del Presidente Orban: è stata pubblicata la ‘lista dei mercenari di Soros’, così viene chiamata in Ungheria. Tutti i citati nella lista, da semplici imprenditori, a molti professori della Central European University, varie organizzazioni non-governative ungheresi ed internazionali (come Amnesty International Trasparency International), il Comitato Helsinky Ungherese e l’Unione ungherese per i diritti civili, Romaveritas (ente che si occuperebbe dei dirittti della Comunità Rom), giornalisti stipendiati dalle testate giornalistiche del magnate, personaggi illustri del ramo della filosofia, della filantropia, sono considerati letteralmente ‘nemici’ della Patria. I servizi segreti ungheresi hanno riferito al Capo di Governo che sarebbero all’incirca 2.000, le spie di Soros presenti in suolo nazionale, che operano per il sabotaggio della buona riuscita dell’Amministrazione Orban Nemici dell’Ungheria.
A partire da Soros, naturalmente.
Insomma, una lunghissima lista di prescrizione che ha come obiettivo quello di emarginare quanto più possibile, sia organizzazioni sia personaggi di reale pericolo per per l’Ungheria ed i suoi valori, così faticosamente riprestinati dopo la caduta del comunismo.
Dal fronte austriaco, arriva la notizia della nuova stretta in merito all’immigrazione extraeuropea.
Nelle prossime ore dovrebbe passare in Parlamento la nuova Legge che prevede il ritiro dei cellulari e il pagamento di una somma fino ad Euro 840 per i sedicenti richiedenti asilo politico.
Il Ministro dell’Interno, Herbert Kirckl del gruppo politico Fpo, ha affermato che si tratta di “una Legge restrittiva e applicabile sui diritti degli stranieri”, per mettere fine agli abusi del sistema dell’asilo politico applicato fino ad ora dal Governo precedente, di sinistra.
La Legge prevede che i nuovi arrivati extraeuropei, consegnino il proprio cellulare alle autorità e si consegni anche una somma che potrebbe arrivare fino agli 840 Euro, per due motivi:
1- tramite la geolocalizzazione degli apparecchi si potrà stabilire realmente l’esatta provenienza del sedicente profugo e capirne anche le rotte di migrazione
2- le somme consegnate andranno a coprire i costi di gestione del mantenimento degli aventi diritto
Chi non rispetterà i nuovi diktat o non rientrerà nei parametri indicati dalla Legge, verrà rifiutato e rispedito indietro.
Ungheria ed Austria (ma non solo loro) continuano la loro personale battaglia anti immigrazionismo e anti europeismo, in barba alla voce grossa dell’UE, che invece sembra sempre più debole di fronte alle scelte di questi due Paesi di frontiera.

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