Lunedì 5 Dicembre 2022

18:33:58

Diocesi di Bologna, una rapida discesa verso il declino sodomitico

Grande scandalo ha suscitato una settimana orsono, la notiza della benedizione di una coppia gay fresca di "unione civile" in una chiesa bolognese, molti tra i cattolici almeno moderati, scandalizzati dall'evento, hanno invocato un intervento chiarificatore da parte della diocesi, ebbene, l'intervento c'è stato ed il seguente:
 

La precisazione

Sulla Messa a Budrio del gruppo «In cammino»

In riferimento alla Messa celebrata lo scorso 11 giugno nella parrocchia di S. Lorenzo di Budrio, in Diocesi di Bologna, con la presenza di una coppia di persone dello stesso sesso, per non dare adito ad interpretazioni fuorvianti, si precisa che non vi è stata alcuna benedizione della coppia.

Si è trattato di una Messa di ringraziamento del gruppo “In cammino”, presente in Diocesi da trenta anni, che mira ad accompagnare e a sostenere nella vita cristiana anche persone con tendenza omosessuale, perché “Dio ama ogni persona e così fa la Chiesa, rinnovando il suo impegno contro ogni discriminazione e violenza su base sessuale”, ritenendo “riduttivo definire l’identità delle persone a partire unicamente dal loro «orientamento sessuale»” (CDF, Lettera ai Vescovi, 1.X.1986, n. 16), aiutando “a leggere la propria storia; ad aderire con libertà e responsabilità alla propria chiamata battesimale; a riconoscere il desiderio di appartenere e contribuire alla vita della comunità; a discernere le migliori forme per realizzarlo. In questo modo si aiuta ogni giovane, nessuno escluso, a integrare sempre più la dimensione sessuale nella propria personalità, crescendo nella qualità delle relazioni e camminando verso il dono di sé” (Documento Finale Sinodo dei Giovani, 150). La Chiesa di Bologna, in piena sintonia con il Magistero e la Dottrina della Chiesa, prosegue per la strada indicata a tutti: la via del discernimento, dell’accompagnamento pastorale e della vicinanza, nella prudenza necessaria per la vita delle persone e il loro cammino, con la doverosa attenzione a non compiere gesti che possano essere equivocati.

Insomma, la risposta della diocesi del neo Cardinale Zuppi, conferma e rafforza la deriva sodomitica di una parte del clero bergogliano.