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Conte e la situazione che si fa seria

In un crescendo di posizioni, è sempre divenuto più chiaro chi sia veramente Conte. E a chi risponda.
Con il suo rifiuto dei mini-Bot, peraltro previsti nell’accordo di governo, è impossibile non capire che Conte e Tria hanno preso in mano il governo (lo si deduce anche dalle uscite polemiche e perfino strafottenti di Conte nelle ultime settimane, che non sono nel suo stile): e non rispondono certo ai due partiti che vinsero le elezioni e li hanno messi dove stanno. E se a uno dei due partiti in fondo in fondo gli sta bene la situazione, l’altro dovrebbe iniziare a pensare seriamente cosa fare.
Tanto, tra poco, invaderanno in via definitiva anche l’ambito del ministro degli interni, per riaprire i porti all’invasione (lo hanno già fatto e più volte minacciato).
Lo dovranno fare per forza, volenti o nolenti. Perché i padroni di Conte e Tria non sono gli elettori, né gli italiani. Né la cosiddetta “democrazia”. E manco la Repubblica Italiana.
Conte e Tria devono ascoltare solo la voce del padrone vero e unico, che (la voce di Sauron) l’altro giorno ha subito chiarito che i mini-Bot sono debito oppure sono frode. E lo ha detto con tono non soave… Scaricando la colpa dei debiti immensi sui passati governi. E i creditori comandano, ha in pratica detto.
E così sarà per ogni altro aspetto, immigrati compresi.
A parte le vittorie elettorali, le feste e i proclami, per Salvini si annunciano giorni decisivi. Confidiamo che non si arrocchi nel mantenere in vita una realtà che progressivamente sta divenendo altro da quello che era nel momento in cui è nata.
Che non compia l’errore di ingoiare ogni rospo gli mettano davanti: gli italiani se ne accorgerebbero.
Temo che gli italiani non perdonerebbero, troppe cose sono cambiate negli ultimi anni, troppi occhi si sono aperti.
Se c’è il trionfo della Lega, è perché gli occhi di molti si sono aperti. Ma proprio perché aperti, iniziano a vedere di più.
Forse, è meglio rischiare – come lo stesso Conte, in maniera strafottente, ha detto a Salvini, sfidandolo a far cadere il governo – e andare alle elezioni. E’ vero che si rischia, è vero che anche in caso di vittoria del centro-destra ci sarebbe Berlusconi dentro, ovvero il servo altro dei padroni medesimi: ma non ha la forza dei Cinque Stelle. Inoltre, il suo partito è ormai una zavorra che prima o poi si schianterà nel nulla: meno peggio Forza Italia dei Cinque Stelle, proprio in quanto più debole e fatiscente.
Ciò che è nato un anno fa non esiste più. Dobbiamo prenderne atto. A questo punto, occorrerebbe una profonda riflessione su quanto sta accadendo.
Non è certo Conte l’uomo della libertà degli italiani dagli strozzini bruxelliani e dagli invasionisti sinarchici e mondialisti.
E non parliamo dei Cinque Stelle….
E’ una situazione che si sta facendo seria. (MV)

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