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Da Conte a Draghi, cosa cambia?

Riflettendo a mente fresca sulla composizione del governo Draghi, ovvero di colui che è stato universalmente presentato come il salvatore della patria e universalmente idolatrato come il più grande genio economico e politico dell’Italia contemporanea,
e in particolare sul fatto che abbia lasciato al loro posto tre figure dalla devastante e incontenibile desolazione professionale e umana come Speranza, Lamorgese e, lui!, Di Maio, agli Esteri,
non si può che arrivare, oggettivamente, a questo quesito di fondo:
1) O il Grande Drago è una lucertolina timorosa, come un Conte qualsiasi, affamato di potere e visibilità e quindi pronto e prono a ogni compromesso a tal uopo;
2) Oppure anche il Grande Drago, che è tenuto a obbedire ai suoi superiori, che sono ovviamente gli stessi cui obbedisce il manovratore degli italici governi, ha messo su una creaturina temporanea in attesa di divenire lui stesso il prossimo manovratore.
Tertium non datur. Non fosse altro perché sarebbe stato logico aspettarsi una rottura vera e seria con Conte. Cosa che non è proprio avvenuta.
Inutile dire per quale delle due possibilità si debba propendere. E’ fin troppo scontata. Il che ce la dice lunga sull’amore che tali poteri hanno per l’Italia e sulla considerazione nella quale la tengono.
A questo punto appare chiaro che lo scopo ultimo del cambio di guida è l’aver allargato la maggioranza anche alla cosiddetta opposizione, proprio per avere il più grande e indiscutibile (anche grazie ai ciechi idolatri dei politici) avallo ai futuri epocali cambiamenti che ci attendono nel prossimo futuro, di cui Colao e la “signora transizione ecologica” – che ci hanno appena presentato – sono certissime avvisaglie, ovvero le reali novità di questo governo di transizione verso il Nuovo Ordine Mondiale.
Ora, infatti, Draghi, Colao e la “signora transizione ecologica” (la naturalezza con cui gli italiani, a partire dai più colti e “seri professionisti”, accolgono questa follia la dice lunga sul livello di piallamento mentale cui sono precipitati) lavoreranno con il sostegno non solo di tutta la Sinistra, non solo di Berlusconi (quello era ovvio), ma anche della Lega e con la del tutto inutile e solo funzionale opposizione della Meloni. Il che vuol dire la dittatura serena e tranquilla nel nostro Paese.
Che sarà poi molto probabilmente codificata con l’entrata di Draghi al Quirinale.
Il tutto con Speranza che continua a garantire il totalitarismo sanitario e quindi la fine della economia e della libertà personale degli italiani, e la Lamorgese che garantisce l’invasione immigrazionista e quindi il mondialismo.
Da Conte a Draghi non cambia quasi nulla, solo inizia veramente, e con il consenso di tutti, il Grande Reset in Italia, scelta come sempre come cavia prima di ogni passaggio dall’utopia alla realtà (MV)
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