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Giorni inaspettati

In Francia 89.000 uomini in armi, tra forze dell’ordine e soldati, schierati per la manifestazione di sabato 8 dicembre.
Il tg ha detto che su internet i gilet gialli stanno invitando ad andare in piazza con le armi.
Ora si sono aggiunti gli studenti. I pronipoti di quelli del ’68.
Sembra che il governo parli di colpo di Stato in atto.
Viviamo giorni indecifrabili, ove tutto è possibile. O tutto è un inganno.
Come ho già detto l’altro giorno, non mi fido di una tale mobilitazione “spontanea”. Ma confido che, una volta partita, come molte volte accaduto in passato, una rivolta, sebbene orchestrata ad arte, possa divenire incontrollabile.
Specie in Francia.
Se così accadesse, potrebbe divenire un buco nero che tutto inghiotte.
Il problema, però, rimane – ammesso che veramente si vada fino in fondo – quale sarà l’alternativa, la toppa.
In ogni caso, mi sembra evidente, ora che anche la Merkel si sta per ritirare, e che la rivolta dilaga in altri paesi – perfino in Belgio – che la UE non potrà mai più essere quello che è ora.
O scompare, o cambia radicalmente. Oppure getta la maschera e scatena l’inferno: una dittatura militare. Non si può escludere nemmeno che tutto quanto sta avvenendo serva proprio per giustificare una repressione militare generale, necessaria a nascondere il fallimento sempre più incontenibile ed evidente della UE. In fondo, sarebbe perfetto un colpo di Stato militare proprio prima delle elezioni di maggio, che vedrebbero il tracollo certissimo di questa Europa sinarco-finanziaria.
Tutti gli scenari sono possibili, siamo solo agli inizi.
Forse la manovella della storia inizia a girare.
Ma una cosa deve essere chiara (e su questo tornerò, essendo il punto chiave di tutto ed essendo ormai ora di riprendere l’antico discorso): la Rivoluzione si combatte solo con la Contro-Rivoluzione. E’ tempo di capire cosa è la prima e cosa deve essere la seconda.
Si stanno avvicinando i giorni? (

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