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La roulette russa e le sue cause

Nel discorso ufficiale programmatico di governo, Draghi ha posto l’accento anzitutto e soprattutto sulla irreversibilità dell’euro e della scelta europeista e sulla conseguente progressiva evanescenza della sovranità dello Stato italiano, nato dalla Rivoluzione risorgimentale. E con esso – anche se non detto, è conseguenza inevitabile a cascata – della stessa Repubblica e “democrazia”.
Quindi: moneta antinazionale, usuraia e privata, sparizione progressiva (iniziata già da almeno due decenni) e definitiva della sovranità nazionale (che nella sua interezza non esiste più dal 1943) a vantaggio diretto del mostro brussellese (ovvero della Germania) e indiretto della finanza internazionale d’Oltremanica e soprattutto ovviamente d’Oltreoceano.
Se a questo aggiungiamo il vaccinismo di massa, l’immigrazionismo e la realtà infernale del 5G come presentata esattamente dal neoministro Colao in un video accessibile a tutti (basta guardarlo, parla chiaramente), possiamo ben dire che non manca quasi nulla al male (vedremo solo nei fatti cosa sarà del genderismo) e non v’è nulla di bene.
Tutto quello che era il programma di lotta della Lega, a partire dai temi più antichi e cari dei tempi di Bossi come il federalismo e ancor più il secessionismo ( l’Italia sta scomparendo è vero, ma per entrare nel mostro europeo brussellesse: pertanto, federalismo e secessionismo zero), per arrivare a quelli salviniani (uscita dall’euro, uscita dalla UE o almeno radicale modifica di questa, lotta senza quartiere all’immigrazione, difesa della italianità, ecc.) non rimane nulla di nulla. Ma rimane la Lega nel governo, però.
Gli irriducibili giapponesi dicono sia strategia politica. Io la vedo più come una roulette russa.
Staremo a vedere se al momento di sparare il colpo, andrà bene o andrà male. Perché tanto quel momento arriva sicuro, e manca poco: Draghi ora si metterà al lavoro, e ogni giorno la Lega dovrà sparare il suo colpo.
E’ vero che oggi i politici – come i preti modernisti ed eretici – sanno che possono dire e fare quello che vogliono, tutto e il contrario di tutto (potrebbero perfino andare nelle case a dare fuoco, rubare o rapire i figli, che tanto il popolo bue troverebbe sempre il pretesto per giustificarli e seguirli), ma è pur vero che almeno una parte delle persone libere e con l’intelletto ancora in uso si stanno stancando (tanto nella politica che nella Chiesa) e il consenso potrebbe svanire molto velocemente.
Come spiegare allora questa roulette russa? Forse, più che ricorrere a una fantomatica disperatamente illusoria strategia, potrebbe essere più sensato ricorrere a un’altra disperazione, quella dovuta al fatto che i politici sanno cose che noi non sappiamo. Che sono dentro meccanismi umanamente invincibili di cui sono ormai schiavi. Questo forse potrebbe essere più sensato pensare.
Il tempo darà l’infallibile risposta.
Nel frattempo, però, le persone libere e intelligenti, che vogliono salvarsi, dovrebbero organizzarsi intorno a valori certi sui quali ricostruire una politica realmente finalizzata alla difesa del Bene, del Vero, del Giusto e del Bello, e per la salvezza dell’Italia e degli italiani, della loro eredità civile, culturale, spirituale.
La roulette russa è un gioco molto pericoloso: si muore facilmente, e comunque è indice di schiavitù.
Quando tutto è perduto, tanto vale dire la Verità e lottare per questo a carte scoperte, senza preoccuparsi troppo del seguito: tanto, non possiamo fare nulla.
Sono i giorni nei quali occorre non pensare alla quantità, ma alla qualità delle idee e degli ideali per cui vivere e lottare. E alla qualità degli uomini che servono queste idee.
Questo cercheremo di fare. (MV)
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