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LETTERA A UNA RAGAZZINA MAL CRESCIUTA di Isabella Spanò

LETTERA A UNA RAGAZZINA MAL CRESCIUTA
di Isabella Spanò

Mia cara,
ti scrivo perché, dall’alto dei miei anni, vorrei farti parte di considerazioni ed esperienze, e aiutarti così a custodire la tua vita.
I tuoi genitori da molto non vivono più insieme, e tu hai constatato con grande sgomento e dolore che un uomo e una donna, che avevano dichiarato di amarsi, un brutto giorno possono scoprirsi del tutto indifferenti l’un l’altra.
C’è stata un’epoca nella quale l’Amore tra due persone di sesso diverso era considerato dai più tale da poter oltrepassare i confini di spazio e tempo e anche la Morte, perché l’elemento spirituale dell’essere umano tendeva, nella coscienza media, a prevalere su quello corporeo – non come oggi; e questo Amore, cioè questa scelta di donazione reciproca e di fedeltà per tutta la vita, era esso stesso un ideale di Bellezza e di Bene che con la Grazia del sacramento celeste del matrimonio sapeva superare ogni possibile imperfezione e decadimento fisico o anche morale di ciascuno dei due componenti.
Questa fedeltà era preziosa, preziosissima: era un tesoro geloso appartenente alla coppia, un bene unico di esclusivo possesso, un “per te e me soltanto” che riempiva di felicità. Nessuno doveva entrare in quell’isola fuori da ogni carta geografica, sulla quale splendeva il sole di Dio.
Per questo, quella coppia si scambiava davanti all’altare un anello che rappresentava un eterno e tranquillo vincolo.
L’Amore così inteso, e rettamente inteso, poteva fruttificare nei figli, che si accoglievano con semplicità e fiducia, nella sicurezza che ciascuno di loro vedesse la luce secondo la benevola volontà divina.
Questo era il mondo del “c’era una volta”, un mondo dai contorni di fiaba che però è realmente esistito: quando c’era la Christianitas.
Allora, chi violava la santità del legame matrimoniale riceveva sanzione dalla propria coscienza, dalla Chiesa e dalla società civile, tutte e tre integrate in modo perfetto.
E verginità e castità avevano valore, sia per chi abbracciava lo stato religioso, sia per chi attendeva di sposarsi, un giorno: perché il mistero proprio e quello altrui, dal quale scaturiva la Vita, era trattato come il cristallo e avvicinato con timore e tremore.
Povera ragazzina malcresciuta che sei tu, troppo presto iniziata a cinismo e diffidenza verso l’altro sesso, che nemmeno hai potuto ben capire se è proprio “altro” o se invece è il tuo, in una voluta confusione che ti sovrasta.
Educata non alla spiritualità degli affetti e alla vera soddisfazione del cuore, ma alla sola genitalità e alla ricerca di godimenti estremi, ti fanno strisciare sulla terra come l’antico Serpente.
Ma rialza la testa, guarda il Cielo, so che ne sei capace. Dio non abbandona nessuno, neanche nei momenti più vuoti della propria esistenza personale e della storia. Cerca chi può aiutarti a scoprire i valori autentici, non ancora distrutti in modo irreparabile: usa i mezzi informatici per trovare i costruttori di baluardi contro una modernità alienante. La tua fame e sete di giustizia, quella vera, quindi non sociale soltanto, bensì piuttosto capace di recuperare l’uomo come anzitutto dotato di intelletto e volontà e cuore, sarà soddisfatta.
E cerca i testi buoni, la “buona stampa”, anche nei mercatini dei libri antichi, prima che si realizzi la profezia di Fahrenheit 451, dove si bruciavano con i lanciafiamme.
Vedi? Con l’incendio di Notre-Dame la nostra cultura ha cominciato ad essere messa al rogo. Tu costruisciti un tesoro per la tua intelligenza e – soprattutto – per la tua anima.

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