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Pagine oscurate, docenti cacciati, gioco finito

Personalmente, non ho mai avuto nessun dubbio, nemmeno quando ero ragazzo, che il liberalismo sia una forma di totalitarismo antiumano non dissimile dalle “famigerate” dittature novecentesche, solo addolcita dal momentaneo benessere – atto a riempire la materia per svuotare e paralizzare lo spirito – e da una sorta di apparente democraticismo e legalismo, atto a sedare le preoccupazioni.
Insomma, non ho mai avuto dubbi sul fatto che le forze della Rivoluzione abbiano scelto il liberalismo per i popoli dell’Occidente opulento solo al fine di prendere il tempo necessario per giungere allo stesso fine che si propongono per ogni popolo. Anzi, per giungere a livelli ben peggiori di quelli destinati agli altri, visto l’odio particolare che nutrono per gli europei, e specie per gli europei cattolici, e specie per quelli che da venti secoli ospitano la Chiesa e producono quanto di più meraviglioso in ogni senso gli uomini abbiano prodotto e possano produrre.
Ora ci stiamo giungendo, a questo scopo, in maniera abbastanza veloce.
Le pagine oscurate su Facebook – e non solo di singoli profili scomodi, ma anche addirittura di partiti politici, proprio in una repubblica, per sua essenza primigenia, “partitica” -, i docenti cacciati dall’università per aver espresso la propria opinione in una repubblica fondata sulla libertà di pensiero, gli indagati per la medesima ragione, la marea montante della gogna pubblica per chi si pone contro gli standard imposti dal pensiero dominante macchiandosi di qualche “fobia” o “ismo” antisistema (sessismo, omofobia, razzismo, xenofobismo, stereotipismo di genere, sovranismo, l’immancabile “fascismo”, e tutti gli altri e quelli che verranno man mano a seconda delle future necessità), sono la cartina di tornasole degli inizi della repressione politica totalitaria del liberalismo.
Le liberal-democrazie stanno gettando la maschera, Italia in primis, e dietro non c’è proprio niente di “liberale” (nel senso etimologico e cristiano del concetto) e niente di “democratico”. O meglio, dietro la maschera appare ora la vera essenza delle cosiddette “libertà” democratiche moderne: che è la stessa essenza del totalitarismo moderno.
Ovvero, è il volto della Rivoluzione, essenza della modernità anticristiana. La guerra senza pietà al Bene e alla Verità.
Se non si fa muro contro gli inizi di questo meccanismo, questo meccanismo ci travolge tutti nel totalitarismo peggiore della storia, perché iniettato nella società come una droga, come un veleno che non brutalizza di colpo, ma paralizza progressivamente.
Se non ci si unisce per opporre resistenza, tra poco non si potrà più parlare. Ed è inutile illudersi sul sostegno di politici, di magistrati, di preti. Siamo noi che dobbiamo sostenere loro, almeno quei pochi, pochissimi, degni ancora rimasti (parlo specialmente per la prima e la terza categoria).
Siamo noi che dobbiamo unirci e difendere quel che rimane della nostra libertà e del nostro essere cristiani e italiani.
Possiamo ancora farlo. Dobbiamo farlo.
Ognuno si guardi intorno e scelga con chi schierarsi e chi sostenere per difendere la libertà, la fede, l’identità, la giustizia, la verità.

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