Home / Iniziative / Educazione Parentale / Una piacevole scoperta: “Pinocchio sbugiardato” di Irma Trombetta Marzuoli

Una piacevole scoperta: “Pinocchio sbugiardato” di Irma Trombetta Marzuoli

di Nili Santoro

Meditavo di dover scrivere un libro così, quando un giorno un amico me lo ha portato. Già fatto! Mi è venuta voglia di cercare l’autrice per ringraziarla di avere fatto per noi questo faticoso lavoro. Da troppo tempo annaspavamo fra fotocopie, testi di storia per le scuole superiori, guide didattiche degli anni ‘50, per preparare una pappa storica più o meno digeribile e sincera per i nostri bambini.

La materia di storia si inizia in terza elementare. Nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo del primo ciclo di Istruzione del 2012 si dice a chiare lettere che:  ”… alla scuola primaria sono assegnate le conoscenze storiche che riguardano il periodo compreso dalla comparsa dell’uomo alla tarda antichità; alla scuola secondaria le conoscenze che riguardano il periodo compreso dalla tarda antichità agli inizi del XXI secolo.”

Questo che cosa significa esattamente? Che da qualche anno sono stati cancellati dai testi scolastici per la scuola elementare i secoli successivi alla fine dell’Impero Romano d’Occidente. Lo studio della storia è stato annacquato in sei anni di scuola, fino cioè alla terza media, con una serie di risultati devastanti sul piano dell’apprendimento della materia, la quale, come tutti potranno facilmente intuire, ripetuta nella sua interezza per due cicli di scuola consecutivi, veniva interiorizzata in modo più radicato. Naturalmente, se la storia fosse materia trattata con rispetto e onestà, questo sarebbe uno svantaggio, ma dal momento che non è così, vien da pensare maliziosamente che possa essere un vantaggio.

In ogni caso la corsa alla confusione è, come da manuale modernista, moltiplicata in molti aspetti: da una parte si giungerà al liceo avendo completamente rimosso l’Impero Romano o la civiltà greca. Dall’altra le programmazioni della materia hanno dovuto, nel primo ciclo, subire allungamenti e stirature ridicoli, per poter giungere alla fine della quinta classe in pari con la tabella di marcia stabilita dal Ministero.

Risultato: in terza elementare si passano mesi a studiare la teoria (la mettiamo in neretto perché ognuno faccia le debite considerazioni) del Big Bang, i dinosauri (con gite scolastiche dedicate a questo importantissimo animale assurto a modello unico e raro, per stiracchiare i tempi della preistoria ai fini delle menzogne evoluzionistiche), la teoria (idem) dell’evoluzione dell’uomo. Un anno intero portato via allo studio delle civiltà più antiche e complesse della nostra storia e dedicato con dovizia di particolari alle colossali menzogne mai dimostrate né dalla paleontologia, né dalla biologia, né da altre scienze. Un anno intero dedicato a mostrare ai fanciulli che dal caos viene l’ordine, dal caso la vita. In totale contraddizione con le più basilari premesse della scienza e della ragione: in natura l’ordine non procede dal caos. Dato inconfutabile ed empiricamente inattaccabile.

I periodi successivi non sono trattati meglio: gli Egizi giganti e affascinanti, il popolo ebraico inesistente; dal buio e torbido medioevo, alle famigerate crociate, dalla Chiesa cattolica brutta e cattiva, alla sospirata libertà della Rivoluzione Francese e altro ancora.

Anni in cui occorrerebbe lavorare sodo per fondare ordinatamente l’uso della ragione, le strutture del pensiero, le ferramenta della conoscenza, per citare Dorothy Sayers, noi li usiamo per dire bugie e dirle male. Usando testi grandi come parabrezza, pesanti come panchine di ghisa.

In questo libretto 16x 24 cm e 115 pagine sono concentrati 4 forse 5000 anni di storia. Con immagini colorate ma non troppo, alternanza dei caratteri corsivo e stampato per distinguere i fatti dai commenti, qualche facile carta geo-storica, sobri disegni e foto istruttive. E soprattutto denso, giustamente denso di contenuti oggettivi e di commenti retti e privo di quei fiocchi che nei testi-pinocchio servono a imbellettare le bugie.

Bello, insomma, come è bella la verità che ci fa liberi.

L’autrice, Irma Trombetta Marzuoli, che ringraziamo di tutto cuore, dice nella premessa: la volontà non è tanto di portare, con un linguaggio semplicissimo ed immagini eloquenti, il revisionismo alle elementari, quanto di far sapere, anche ai giovanissimi, che la ricerca della verità è un cammino impervio che dura una vita e che quella raccontata dai più forti è spesso una colossale bugia.                                           

Top