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Un fantomatico discorso su un nuovo partito

I nostri beneamati e stimati vescovi vogliono fare un partito (pochi si rammentano che sarà il decimo tentativo negli ultimi venti anni…).
Se potessi essere presente (Dio me ne scampi e liberi! Ma non c’è pericolo alcuno, ovviamente ) alle loro illuminate riunioni, porrei una semplice questione previa.
Anzi, due. Va beh, facciamo tre e via…
1) In che cosa, eccellenze reverendissime, tale costituendo partito, si differenzierebbe dal PD? E che cosa non prenderebbe dalla antica e veneratissima Democrazia Cristiana? E, quindi, dal rimpiantissimo Compromesso storico, aggiornato ovviamente alle odierne esigenze e agli immancabili “segni dei tempi”?
2) In che cosa, pertanto e consequenzialmente, tale partito potrebbe costituire una novità in rapporto a quanto da voi fatto e tentato negli ultimi decenni, di cui viviamo tutti noi oggi i meravigliosi sviluppi?
3) Quali oggettive speranze avete, eccellenze reverendissime, di far accettare agli italiani tale geniale e originale progetto, prevedente ovviamente l’invasione dell’Italia, l’arricchimento delle vostre strutture a danno degli italiani, il maggior asservimento – se possibile – di questi al mondialismo sinarchico e alla tirannia europeista e la distruzione di tutto ciò che da secoli ha reso grande il popolo italiano, in primis la sua fede e la sua cultura e giù a scendere fino alle imprese del Made in Italy e alla piccola economia familiare? Quali speranze avete che tale partito possa convincere gli italiani al suicidio religioso, politico, economico, imprenditoriale, culturale, etnico e identitario?”.
Che dite, me le farebbero fare queste domande?
Mi sa di no, vero?
Concluderei tra i loro sbadigli e sorrisi ironici e nervosi, con una chiosa d’obbligo: “Temo che voi, eccellenze reverendissime, sopravvalutiate ormai la perduranza della sovversione antropologica che avete imposto agli italiani per sessant’anni, tramite l’unione di democristianismo e gramscismo elevati all’ennesima potenza e giocati sulla piazza di una presunta Nuova Pentecoste di cui oggi vediamo gli splendidi frutti.
Quel Dio, eterno immutabile, a cui più non credete, ha stabilito che su questa terra viga una legge inesorabile: ‘panta rei’. Non solo il Bene e il Bello (che voi avete distrutto con le vostre eresie e le vostre chiese-garage iconoclaste), ma anche il male e il brutto che avete costruito e volete costruire.
Tutto passa, anche la Democrazia Cristiana e Gramsci. Anche voi passerete. E la vostra “primaverile” “Nuova (ormai decrepita) pentecoste”. E il mondo di cui vi siete fatti servi. Più parlate di “nuovo”, e più emanate odore di vecchio.
E questi giorni sono i prodromi dei futuri eventi.
Attenti al giallo… Non è detto, che, mutatis mutandis, non pervada anche i sacri confini in cui siete rinchiusi.
Ma voi… fate un partito.
E’ al servizio dei veri bisogni e dei giusti interessi degli italiani e dei cattolici questo partito?
Avete valutato la richiesta effettiva da parte degli italiani e dei cattolici del vostro partito? Oppure lo fate perché qualcuno ve lo ha… come dire… “richiesto”?
Filialmente…”
Auguri! E…
“Buonasera!”.

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