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Una questione da affrontare seriamente e uniti

La parola “fobia” è la legna del rogo con cui ci bruceranno.
La pira sono i diritti umani. Che non conoscono confini, altrimenti non sarebbero diritti umani: e così ogni categoria esistente avanza diritti. Senza fine, perché hanno rifiutato l’ordine morale.
Se noi lasciamo passare tranquillamente il concetto di “omofobia”, come quello di “xenofobia”, come se fossero veri o normali, ben presto non potremo più parlare né difenderci.
Tutti coloro che accettano tali concetti, seppur criticamente, sono le quinte colonne del rogo.
L’omofobia non esiste. Così come la xenofobia. Esistono persone che a volte sono violente e che, in caso, vanno punite, se giusto, secondo i termini di legge.
Ma omofobia e xenofobia sono neologismi nominalistici inventati solo qualche anno fa per uccidere la nostra libertà.
Che poi è lo scopo del nominalismo, insieme all’inganno delle “masse”.
Libertà di pensiero, di parola. Poi, un giorno, anche fisica e morale. Infine, pure quella sessuale.
Se non lo capiamo e non reagiamo facendo fronte unito, siamo già come legna secca per la pira del leviatano mondialista e del totalitarismo genderista.
Bisogna pensare come procedere a livello legale per difenderci da futuri attacchi giudiziari. E’ interesse di tutti, questo.
Non usiamo questi termini. Non abituiamoci. Reagiamo. Altrimenti siamo finiti.
Non esistono fobie. Ma esistono nemici della libertà e della Verità. (MV)

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