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UNA VIA CRUCIS BEN POCO DI CRISTO di Isabella Spanò

Qualcuno… sì, Qualcuno, che tanti, tanti anni fa fu messo nel sepolcro, un giorno disse così:
«Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
E già, per quanto importanti, non sono certo le strutture sociali più o meno sbagliate a contaminare l’uomo, non sono certo quelle a costituire Il Male.
E il Vangelo non è stato proclamato per difendere gli immigrati e i poveri e i diritti umani.
Nostro Signore Gesù Cristo non è venuto al mondo per contrastare disuguaglianza e sfruttamento. È venuto al mondo, invece, per liberare l’uomo dal peccato e per salvare le anime.
Certo, se potessimo vivere in una società più giusta sarebbe molto meglio, perché se è vero che questa è una valle di lacrime e un luogo di passaggio, è proprio qui, nella concretezza di questo mondo, che dobbiamo lottare per il Regno Sociale di Cristo e per sollevare il prossimo dal dolore per quanto ci è possibile…
MA…
Mi piacerebbe che il Santo Padre venisse almeno una settimana al posto di un ispettore del lavoro, a prendere le denunce di sfruttamento di gente assoldata a giornata per pochi euro; a mettere d’accordo il datore di lavoro strangolato dalle tasse con il dipendente che da mesi non riceve lo stipendio; ad accogliere il pianto della badante moldava che subisce il dumping sociale delle badanti russe; ad ascoltare lo sfogo del medico africano che constata l’ingiusto trattamento di favore riservato ai clandestini, lui che in Italia c’è entrato con fatica dalla porta principale e non può far venire qui i suoi cari; a confortare il piccolo imprenditore edile che non capisce perché non posso applicare un contratto collettivo che non lo riduca sul lastrico; a verbalizzare la richiesta d’intervento del camionista angosciato di provocare un incidente, costretto a lanciare il tir con rimorchio in autostrada per rispettare i tempi di consegna…
Mi chiedo: lo farebbe, il Santo Padre? Ne sarebbe disposto (io lo faccio da trent’anni, quasi)?
Perché si fa presto, a parole, a ridurre tutto il cattolicesimo a questo. E però il cattolicesimo non equivale a questo tipo di soccorso, cioè, senz’altro non solo a questo, che rappresenta unicamente una minima parte della sua epifania.
Il cattolicesimo è ben altro, come ho già ricordato sopra.

E una Via Crucis come quella che si è potuto seguire la sera del Venerdì Santo in TV è del tutto inaccettabile…

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