2 novembre 2025
Giusto andare al cimitero in questo giorno o nei prossimi sette. Anche e soprattutto per poter applicare le indulgenze ai defunti.
Ma i nostri cari, le persone che abbiamo amato più di ogni altra cosa al mondo e che amiamo sempre, forse sempre più ora che non ci sono più, non sono al cimitero.
Abbiamo la speranza che siano con Dio (anche se ancora nel Purgatorio, perché le anime purganti sono sante) e certamente sono perennemente nel nostro cuore e nella nostra mente.
Sono sempre con noi.
Nell’attesa e nella speranza di incontrarle nuovamente, a Dio piacendo, nell’eternità della gloria del paradiso.
E, quell’incontro, si avvicina ogni giorno che passa.
E questo pensiero è, per me, pensando a mio padre e mia madre, ragione di fortezza e dolcezza in questa vita.
Perché quell’incontro, dopo l’unione con Dio stesso e l’incontro della Sua Santissima Madre e degli angeli, sarà l’eterna felicità.
Come felicità sarà conoscere i propri antenati nel corso dei secoli e millenni e incontrare le anime dei santi e dei famosi protagonisti della storia, della cultura, dell’arte, della musica, ecc.
Per chi ha fede, la morte è il passaggio alla felicità. La quale, ciance a parte, in questa vita non esiste.
E non esiste proprio perché dobbiamo prima meritarla e conquistarla, per poi viverla eternamente nell’altra.
E ogni giorno che passa è un giorno in meno, se Dio vuole e noi facciamo la nostra parte, alla felicità eterna, piena, vera. (MV)