11 settembre 2025
Nello scontato silenzio quasi totale dei media nazionali, in Francia avvengono rivolte di massa contro il governo e l’operato di Macron, con i suoi continui cambi di governo.
Molti si entusiasmano per questo. E, certo, la notizia è buona in sé, anzi, ottima.
Ma c’è sempre il solito problema che deve essere valutato con attenzione.
Da quando Macron è al governo, ne abbiamo viste molte di rivolte popolari, più o meno pacifiche (spesso meno). Ma Macron è sempre al suo posto. Cambia il pupazzo di turno, e lui rimane.
Non solo: occorre non dimenticare che già durante il suo primo mandato avvennero pesanti manifestazioni di piazza, anche violente. Si parlò della “Francia in rivolta”. Ma poi, alle elezioni, i francesi lo hanno rieletto. Come se niente fosse.
Oggi certo la situazione è peggiorata, sia economicamente, sia per la sempre più selvaggia immigrazione, sia per la suicida politica bellica di cui lui è paladino assoluto.
Ma basterà a far cadere Macron?
E siamo certissimi che, alle prossime elezioni, non sarebbe lui a vincere ancora?
Perché dico questo? Perché il potere mediatico dell’élite globalista è pressoché invincibile sulle deboli menti delle masse. Comprese di quelle inferocite, alle quali, come la storia insegna stra-abbondantemente, basta molto poco per rovesciare i propri entusiasmi in senso opposto; e compresi ceti medi, i più schiavi in assoluto, ai quali basta un piccolo compenso economico, o anche solo il non dover affrontare rischi di litigio con il collega o con il coniuge, per fare accettare ogni cosa, perfino la morte in guerra, se occorre.
La grande vittoria delle élite consiste proprio in questo: nella rana bollita, nel lavaggio serale e quotidiano del cervello, nella nullità morale indotta, nel servilismo vigliacco dell’uomo medio schiavo della paura di non piacere alla “moda” e al pensiero comune.
Certo, che almeno i francesi scendano in piazza e spacchino un po’ di roba è un buon segno. Ed è sempre molto, moltissimo, in confronto alla “zero assoluto” di intelligenza e coraggio che caratterizza gli italiani.
Ma temo non basti. Non basti a cacciare Macron. E, se anche questo pupazzo Rothschild fosse costretto ad andare via, chi verrebbe al suo posto? La sinistra? La Le Pen, che nemmeno può candidarsi? E se anche si candidasse e vincesse, credete veramente che possa cambiare le cose, o piuttosto non diverrebbe una nuova Meloni con tanto di abbracci, baci, manina nella manina con Zelenski e soci? Senza contare che la Le Pen è perfino radicalmente più laicista, abortista e “aperta” alle istanze post-umane della stessa Meloni.
La Francia è perduta. Ed è il suo giusto castigo. Che deve ancora arrivare.
Il guaio è che noi, dal 1789 in poi, seguiamo sempre la Francia. Pure quando le facciamo guerra.
Siamo in settembre, abbiamo iniziato la volata finale del 2025. Tra poco saremo nel 2026. Gli anni volano, la storia pure, mentre i Macron, gli Starmer (che è ancora più odiato a casa sua di quanto lo sia Macron in Francia, e infatti è anch’egli sotto rivolta popolare, sebbene nessuno lo dica), i Merz (uomo nato dal nulla assoluto, come Macron stesso dieci anni fa, ovvero dai laboratoires Rothschild), tale von der Leyen, obbedendo come sguatteri ai loro padroni, ci stanno portando alla guerra con la Russia.
Quindi, alla catastrofe, a quella distruzione dell’Europa che è sempre stato il sogno delle forze della Rivoluzione anticristiana, antiumana e anti-europea. Anti-uomo bianco, che, al contempo, deve essere invaso e sommerso dalla moltitudine inarrestabile dell’immigrazionismo afro-asiatico.
Ovviamente, seguiti dalla recalcitrante ma sempre obbedientissima Meloni, che di padroni ne ha più di loro, in quanto deve obbedire anche a loro. E dalle gerarchie conciliari, sempre in prima fila quando si tratta di obbedire al globalismo totalitario (dal vaccinismo all’immigrazionismo, dall’ecologismo idiota fino anche al post-umanesimo).
Unica nota positiva, è che finalmente una parte della popolazione, in Francia e in Inghilterra, è pronta a lottare.
Indovinate chi manca? (MV)