26 luglio 2025
Il nord è sotto acquazzoni e grandinate, ma soprattutto le temperature sono scese già da parecchi giorni.
Il centro ora risente di temperature sotto la media, e così sarà nelle prossime settimane.
Dov’è finito il surriscalmento globale? Eppure siamo nel “Solleone”!
Quando ero bambino e ragazzo, si usava comunemente il termine “solleone” per indicare quel periodo dell’estate (i giorni del Leone) fra fine luglio e metà agosto in cui la calura diveniva molto forte, a volte insopportabile, fino a 40 grandi e oltre.
Ho 61 primavere alle spalle e ricordo perfettamente decine e decine e decine di “solleoni” con un caldo fortissimo.
Ma da qualche anno questo termine è in disuso. Perché? Ovvio: perché rimanda alla naturalità del caldo estivo, di quello forte.
Ovvero: a fine luglio e ad agosto fa molto caldo. Da sempre e per sempre. Infatti si dice “Solleone”.
Ma questo è esattamente ciò che non si deve più sapere. Perché il caldo è divenuto a-normale, a causa dell’ideologia trans-ecologica che richiede per forza, per potersi concretare, il surriscaldamento climatico.
E, quindi, “A morte il solleone!”.
Così, ai primi di luglio, quando faceva caldo, tutto il mondo (perfino il papa ha ritenuto opportuno “obbedire” alla Curia trans-ecologista ancora bergoglizzata), ha “celebrato” il tremendo surriscaldamento che ci “opprime”.
Ora però che siamo proprio nel Solleone, in gran parte d’Italia, specie nel nord e nel centro, le temperature sono al di sotto della media. Non solo: stanno già annunciando che nelle prossime settimane scenderanno ancora di più.
Nel frattempo, il nord è sotto diluvi e grandinate e le temperature sono autunnali o poco ci manca.
E il Solleone?
Perfino la natura ci avvisa delle stratosferiche idiozie dell’agenda climatica globalista. Del fatto che non esiste alcun surriscaldamento climatico, tanto che fa fresco (in qualche posto anche freddino) proprio durante il Solleone. Perfino la natura fa di tutto per aprire la mente di miliardi di cerebrocoattati senza speranza alcuna.
Ma la natura non esiste come forza autocosciente. La natura è Dio.
Ma l’imbecillità delle masse è talmente potente da mettere in difficoltà perfino l’onnipotenza divina.
Hanno creduto che il caffè in piedi era pericoloso mentre seduto no; hanno creduto che una famiglia poteva stare a casa ma non poteva uscire tutta unita in macchina; hanno creduto a Speranza, a Conte, a Draghi… Come si può sperare che possano capire – anche solo semplicemente ricordando il caldo dei solleoni passati – che non esiste alcun surriscaldamento globale?
Perché ripetiamo sempre queste cose?
Perché la mente umana è dura come il piombo. Ma noi vogliamo essere la goccia che cade sul piombo, sempre, instancabilmente, magari inutilmente, sia per non finire piombo anche noi, sia per non dare giustificazione a tutti coloro che mentono sapendo perfettamente di mentire, e che tacciono complici della dissoluzione umana.
Noi siamo quelli del Solleone, quelli che ricordano il caldo dei decenni passati, fino agli anni Settanta (prima non ci è possibile),
che sanno che nel Medioevo cresceva la vite in Inghilterra e che la Groenlandia si chiama così perché era verde.
Ma in particolare siamo coloro che riescono a vedere, oggi, che non fa caldo, che la calotta polare si è allargata anziché restringersi, che decine di scienziati e metereologici negano categoricamente ogni pericolo di riscaldamento globale (Zichichi e Rubbia in primis).
Ma, soprattutto, siamo quelli che hanno capito che cosa è e cosa vuole realmente il globalismo trans-ecologista.
E così, continuiamo a far cadere la goccia sul piombo degli intelletti congelati dalla scuola, dalla televisione, da Vespa e soci, dall’orgoglio e dall’interesse personale, che oscurano ogni logica adesione alla più palese verità.
Viva il Solleone! (MV)