ARTICOLO TRIARII

Barbero, il referendum e la consequenziale conclusione

Con la questione del referendum, finalmente qualcuno inizia ad accorgersi che Barbero racconta balle. E’ stato smentito da più pulpiti di eminenti giuristi.
Il problema è che nessuno si accorge dei travisamenti e condizionamenti ideologici – da compagnuccio pubblicamente dichiarato che si commuove quando vede la falce e martello (ipse dixit) – che condizionano le sue lezioni di storia.
Questo è il vero problema.
E la gente corre a comprare i suoi libri, magari quello su san Francesco d’Assisi, trasformato in eroe laico del pacifismo ed ecologismo, per di più esponente del patriarcato antifemminista.
E non è che il libro di Cazzullo sia molto differente.
Finché si continua a cadere in queste trappole e nei pifferai del sistema global-liberal-comunista, si rimane capre, per dirla alla Sgarbi.
Riguardo poi al referendum, mi limito a segnalare che, a parte il compagnuccio dichiarato che si commuove quando vede la Falce e martello Barbero, si sono schiarati per il No tutti gli eroi della stessa risma:
Corrado Augias, Corrado Formigli, Fiorella Mannoia, la nota intellettuale di sinistra Maurisa Laurito dall’alto pulpito della sua intelligenza e cultura, Dacia Maraini, Elly Schlein, Giuseppe Conte, il duo Bonelli-Fratoianni, Landini e la Cgil.
Per non parlare poi del mondo dei magistrati sinistrati, tutti compattamente uniti, ovviamente.
Ma, soprattutto, lui, l’unico, immarcescibile, inimitabile, onnipresente, 007 del sistema in Italia: Alessandro Gassman, con il suo telefono in mano.
Secondo il principio, oggettivamente valido, che se il male prende desisamente una via occorre prendere quella opposta, se anche uno non possiede il quadro chiarissimo della questione in sé del Referendum, credo che tali notizie dovrebbero inevitabilmente portare alla facile soluzione su cosa fare.
O preferite credere ad Augias, Formigli, Gassman o Barbero? (MV)

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