Il Canada – divenuto negli ultimi tempi il Paese più maledetto del mondo, in quanto il più fermamente devoto a tutti gli abissi del globalismo totalitario anti-umano e satanico – ha detto che è pronto a difendere militarmente la Groenlandia da un eventuale invasione statunitense.
Ha poi invocato il solito art. 5 della NATO (appartenendo, come noto, la Groenlandia alla Danimarca), tentando così di coinvolgere gli altri Paesi del Patto Atlantico in una ipotetica guerra contro il padrone assoluto della stessa NATO.
Uno scenario di fantapolitica, dirà qualcuno.
Invece no. Non è certo un caso che gli uomini di Trump abbiano iniziato in questi giorni a preparare gli statunitensi (e gli occidentali in genere) all’idea che gli USA potrebbero uscire dalla NATO.
E questa sì che sarebbe fantapolitica.
Nel senso, che sarebbe fantastico!
Così la guerra che ridicolmente minaccia il Canada, potrebbe divenire reale, nel senso che avverrebbe tra la più grande potenza militare del mondo e la NATO privata della più grande potenza militare del mondo.
E la NATO ne uscirebbe ovviamente distrutta.
Ma siccome una tale guerra è veramente inverosimile, la NATO si sta in pratica autodistruggendo dinanzi alla folle politica di Trump.
E se si distruggesse definitivamente la NATO, la prima conseguenza logica sarebbe la fine dell’Unione Europea (quella che il circo mediatico dei servi dell’élite mondialista definisce “la democrazia più avanzata del mondo”: il che basta a far capire di quale mostro stiamo parlando), ovvero dell’entità più rivoluzionaria e satanica mai “costruita” (è il termine più adeguato: un “homunculus” della politica) nella storia umana.
In conclusione, sarebbe la fine dello stesso Canada (volesse Iddio!) e, soprattutto, dell’Occidente odierno.
Saremmo invasi dall’Islam? Ma lo siamo già. Grazie proprio all’Occidente, alla UE e alla NATO.
Saremmo invasi dalla Russia? Perché, la Russia odierna è forse peggiore dell’Unione Europea e del sistema satanico-pedofilo-transecologista e cibernetico globalista nel quale siamo immersi?
In questo quadro, non solo la ormai stantia guerra ucraina (a cui è rimasta solo la Meloni a credere e a inviare ancora i nostri soldi), ma perfino quanto accade in Iran passa quasi in secondo piano, se non fosse per il tracollo economico (e, di conseguenza, della nostra libertà personale: saremo senza energia e quindi rinchiusi nuovamente dentro casa) che ci attende.
Si avvicina il 2030. Ma nessuno al mondo sa cosa ci aspetta veramente in questi tre anni che mancano, e cosa ne verrà fuori.
Può finire nel peggiore dei modi, in un modo tale che sarebbe meglio morire piuttosto che sopravvivere: ovvero con l’instaurazione definitiva della società globalista come auspicata dai soliti noti di Davos e dintorni (Gates, Schwab, Harari, Fink in primis).
Oppure, possono accadere sorprese e varianti: tragiche (guerra nucleare o qualcosa del genere) o palingenetiche svolte di rinascita religiosa, umana, civile.
Sono i giorni decisivi dell’intera storia umana, tesa tra la costruzione, da un lato, del meticciato universale, del trans-umanesimo Muskiano, del trans-ecologismo davosiano, del post-umanesimo genderista, ultra-abortista e eutanasista, del totalitasimo sanitario Gatesiano (senza escludere l’arrivo degli “esseri trans-terrestri”) e della religione universale anticristica (pachamamista); e, dall’altro, forse tramite il lavacro di un castigo nucleare, il crollo di tutto questo inferno in terra costruito dalle forze della Rivoluzione anticristiana e antiumana, con la rinascita di una civiltà cristiana, naturale, umana e con il ritorno ai valori della Tradizione perenne e della legge naturale. Nessuno al mondo può saperlo con certezza, nemmeno i più potenti.
Per il momento, vediamo cosa accade a livello internazionale, sia in Iran, sia nel Baltico, sia in Groenlandia e Canada, sia nell’estremo Oriente.
In mezzo a tutto, per ora, c’è Trump.
Forse, non è mai accaduto che un solo uomo sia stato così decisivo nella storia umana.
Resta da vedere, però, a chi obbedisce veramente questo uomo.
Ovviamente, un suo padrone lo conosciamo tutti: lo ha coinvolto in una guerra folle in Iran, quasi certamente tramite ricatto per la questione Epstein.
Ma, per chi scrive, questo non basta a spiegare il mistero Trump. A Israele non interessa la Groenlandia, né l’autodistruzione della NATO, né la guerra nel Baltico e in estremo Oriente.
C’è dell’altro, oltre Israele, in questo mondo.
Non solo nel male (ovvero nel campo di Israele e di cui Israele è al servizio), ma anche nel Bene.
E qui entra in gioco la virtù cristiana, e solo cristiana, e pure teologale, della Speranza.
E, essendo solo cristiana, ogni cristiano può, proprio in questi giorni del triduo pasquale, riscoprirne il senso alla luce del Sacrificio e del trionfo del Dio fattosi uomo, che, in qualche modo, tutto questo ci ha preannunciato, dandoci la chiave per la nostra salvezza, terrena ed eterna. (MV)
ARTICOLO TRIARII
Fantapolitica e Speranza cristiana
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