Gli Albanesi stanno dando una lezione al mondo.
Non tanto e non solo perché scendono in piazza uniti,
ma anzitutto e soprattutto perché hanno capito quello che sta iniziando ad accadere e quello che avverrà in tutto il Mediterraneo, Italia in primis: la conquista, tramite acquisto, di interi territori da parte del sionismo globalista e nazionalista al contempo.
Ovvero, la nuova Gaza per tutti. Sì, perché molti dimenticano che quello che oggi è Israele, fu comprato pezzo per pezzo con i soldi alla mano.
Gli Albanesi si ribellano. Come sempre accade, i popoli più umili capiscono e reagiscono.
Mentre noi abbiamo eserciti di servi prostrati in adorazione della Stella di David (che fanno da duplicato degli adoratori della Mezzaluna: due facce della stessa medaglia),
in primis nel mondo della cosidetta “destra”, compresa la cosiddetta “tradizione” e, specificamente, nel settore del mondo “prolife”.
Inutile dire che l’attuale governo di centro-destra, compresa la presunta alternativa vannacciana, è perfetto esempio di quanto affermo.
Ieri denunciavo il pericolo immigrazionista islamico,
oggi denuncio il pericolo militar-capitalista sionista.
Chiunque vede un pericolo solo, è già schiavo e complice di uno dei mali.
Chi li vede e denuncia entrambi, nella specificità di ciascuno di essi, è ancora una uomo libero.
E, quindi, detestato. (MV)
ARTICOLO TRIARII