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“agli uomini di buona volontà”

Hanno ufficialmente cambiato “e pace in terra agli uomini di buona volontà” con “a coloro che Dio ama”.
Ovvio: nella prima formula, quella del Vangelo, quella di sempre, si richiede la nostra buona volontà (ovvero, uno sforzo verso il Bene e un rifiuto del male, del peccato: si richiede insomma la scelta tra il Bene e il Male),e soprattutto si lascia intendere che vi sono uomini “non di buona volontà”, i quali quindi non meritano la pace di Dio (quindi si presuppone un Dio che castiga).
Questo è inaccettabile per il clero modernista, in quanto appunto suppone un “giudizio di Dio” e una divisione tra i salvi e i non salvi. Per la stessa ragione con la riforma liturgica del 1969 hanno cambiato, dopo diciannove secoli, il Canone della Consacrazione eucaristica, inventando una formula che non esiste da nessuna parte, tanto meno nel Vangelo: “… versato per voi e per tutti”.
Nel vangelo Gesù dice “per voi” o “per molti”, ma non usa la parola “tutti”, proprio a significare che non tutti saranno salvi, ma molti.
Loro, lo hanno cambiato, perché evidentemente Dio “si sbagliava”, non seguiva i criteri del modernismo, e così lo hanno corretto: tutti si salvano.
Esattamente, come ora, con questa ulteriore modifica, non c’è più divisione tra chi merita la pace (gli uomini di buona volontà) e chi non la merita.
Perché Dio ama tutti.
Il loro Dio, però. Quello che non risulta nel Vangelo, quello superato della prima Pentecoste.
Tra poco cambieranno l’Ave Maria (ricordatevi di me, voi che ora sorridete ironici, quando lo faranno): al posto di “adesso e nell’ora della nostra morte” metteranno “adesso e per sempre”.
Voi direte: “E chi te lo ha detto?”. Me lo ha detto Don Matteo, in una puntata, con il suo sguardo marpione.
“E che adesso la dottrina la stabilisce don Matteo?”, direte voi ridendo ironici…
“Non avete capito niente”, dico io serio. Don Matteo parla a decine di milioni di italiani, più di ogni altra persona al mondo (l’attuale clero darebbe un braccio per raggiungere qualche migliaia di persone…). Figuriamoci se non parla a nome loro, come ogni puntata testimonia. E’ la loro eco.
Inoltre, la parola “morte” è bandita non solo da questo clero, ma proprio da questa società, dalla mentalità individualista – e ora nichilista – che non può accettare l’idea della sconfitta suprema dell’uomo. Pertanto, cambieranno l’Ave Maria. Sapendo perfettamente che tanto gestiscono il loro popolo bue come meglio vogliono. Dai furbastri carrieristi ai gli scrupolosi senza rimedio.
Comunque, don Matteo a parte, superfluo dire che dalle mie parti si continuerà a seguire il Vangelo e le parole di Dio, quello di sempre. Ave Maria compresa.
Come sempre ripeto, e sempre con continue conferme, sono i giorni delle grande scelte. (MV)

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