Detta proprio facile facile.
Alla fine della fiera, dinanzi alla lettura di decine di interventi pro e contro le consacrazioni odierne, possiamo dedurre con evidenza la seguente constatazione.
Se vi fosse un osservatore esterno che nulla sa della questione in gioco, non potrebbe che concludere che si tratta di “due chiese l’un contro l’altra armate”.
Ma siccome la Chiesa Cattolica è solo una, e tutti ne fanno parte e ne sono figli, è evidente che sono due visioni dell’unica Chiesa che sono l’un contro l’altra armate (soprattutto una contro l’altra, a dire il vero…).
Quella modernista, con i suoi accaniti e acerrimi sostenitori conservatori, e quella legata alla Tradizione.
Una delle due visioni si appoggia sulla fedeltà assoluta all’autorità ecclesiastica odierna, che però erra in materia di dottrina teologica e spirituale. Cosa che, tradotta teologicamente, sta a significare che è eretica. In buona parte, apostata.
L’altra, appare ribelle all’autorità ecclesiastica attuale, ma in realtà perché rimane fedele all’obbedienza alla Chiesa di sempre, con la sua dottrina di sempre, con la sua liturgia di sempre. E rimane fedele alla legge naturale e divina.
Ognuno così deve scegliere se anteporre l’obbedienza all’autorità ecclesiastica attuale eretica e apostata alla Verità di sempre, o se anteporre la fedeltà alla Verità di sempre dinanzi all’eresia e all’apostasia di grandissima parte del clero e del laicato odierno.
Detto ancora più semplicemente: deve decidere se obbedire al Padrone o al servo infedele.
E sì, perché questi sono i giorni in cui il servo ha cambiato padrone.
E ognuno rimane fedele o al servo o al Padrone.
Perché nessun Arlecchino può essere servo di due padroni, quando c’è Dio e la Verità tutta intera in gioco.
Ed è questa la trappola mortale che fa infuriare i conservatori, ovvero coloro che tentano di tenere insieme la Verità e l’eresia, la fedeltà e l’apostasia, la dottrina di sempre e la “nuova pentecoste” dei modernisti.
Sono i giorni più decisivi dell’intera storia della Chiesa. E, quindi, delle nostre singole vite di figli della Chiesa. (MV)
ARTICOLO TRIARII
A chi siamo fedeli ?
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