ARTICOLO TRIARII

Signorini, Berlusconi, Meloni e i tontoloni

2 gennaio 2026

Il mio ribrezzo per le vicende – e di tutto quello che gli gira intorno – di tale Signorini è incontenibile e quindi non me ne curo, se non per riflettere un miliardesimo di secondo sul fatto che, data l’esistenza di una schifezza inaudita come il “Grande fratello, non c’è assolutamente nulla di cui meravigliarsi.
Pertanto, ipocrisia illimitata prima, ipocrisia illimitata ora.
Eppure, una sola cosa, per quanto assolutamente banalissima e già detta da altri, la voglio ribadire (a vantaggio dell’immenso esercito dei tontoloni impenitenti): pensare che la famiglia Berlusconi, peraltro manutengola fin dal primo giorno di quella schifezza inaudita del Grande Fratello, non sapesse nulla di quanto accadeva e di quanto faceva tal Signorini, è follia pura,
tanto quanto affermare che la Meloni (e tutto il centrodestra, nessuno escluso) non sappia nulla di quanto accade, in fatto di corruzione e di violazione dei diritti umani (nelle maniere più invereconde riguardo soprattutto i bambini), nell’Ucraina del suo beneamato a sempre abbracciatissimo e ultra finanziato con i soldi nostri e l’appoggio costante della Lega e di Forza Italia, Zelenski.
Avverrà? Non credo. Ma io ci provo uguale, per la mia coscienza.
Almeno una cosa dovrebbe iniziare ad apparire chiara perfino ai più tontoloni incorreggibili: ovvero, che tutti costoro, dal vertice in giù, sono tutti uguali.
Nessuno escluso, perché a tutti conviene essere lì dove stanno.
Mica sono scemi a rinunciare ai loro vantaggi per la salvezza della loro anime e del loro onore personale.
Concetti che da quelle parti non sanno più nemmeno cosa vogliano significare e cosa implichino. (MV)

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