ARTICOLO TRIARII

Ci dividemmo in due

15 ottobre 2025

Dal 15 ottobre 2021, per andare al lavoro, al ristorante, in biblioteca, per spostarsi sui mezzi pubblici, per entrare nella quasi totalità dei negozi, per potersi incontrare con altre persone, per poter guadagnare per sopravvivere, per non essere sospesi o licenziati, per andare al cinema, al teatro, per non essere esclusi dalla vita sociale e civile, occorreva un cosiddetto “green pass”.
Un controllo “verde”, un “passaporto ecologico-sanitario”.
Occorreva piegare al potere globale che si sta materializzando nelle nostre vite e società il giogo della propria servitù e della propria abnegazione alla libertà e all’intelligenza .
Da quel momento ci siamo divisi in due.
Chi odiava, denunciava, lanciava patetiche accuse, “guardava storto”, scriveva articoli, commenti e perfino libri che invitavano alla resa al potere globale (quando non invitavano il potere globale a infilarci con la forza l’ago nella pelle: è accaduto anche questo);
e chi restava libero e pensante: molti in silenzio, qualcuno anche con il coraggio della denuncia contro il mondo intero.
Quei giorni hanno segnato per sempre la storia e le nostre vite. Non solo: anche le nostre anime.
Quei giorni, non si dimenticano.
Ci hanno selezionato e hanno mostrato a noi stessi e al mondo intero chi siamo. Chi ognuno di noi è.
Nessuno escluso, ma proprio nessuno.
Quei giorni ci hanno mostrato chi è capace di resistere alla pressione terribile dell’intero mondo della politica, del giornalismo, dello spettacolo, della scuola, del clero corrotto o vile, del mondo intero. A tutte le sue minacce, anche fisiche, e maledizioni.
Quei giorni, hanno spezzato amicizie di una vita, collaborazioni, perfino famiglie. Ma hanno anche creato nuove amicizie. Più vere e profonde di quelle del passato.
E divisi lo siamo ancora, sia che lo diciamo sia che fingiamo di non pensarci.
E tale divisione è perenne. L’unica modifica è che molti (ma sempre un’infima minoranza) che allora si piegarono, oggi sembra che abbiano capito. Sembra.
La resipiscenza – quando vera – è sempre un grande merito.
Ci dividemmo in due.
La minoranza ha retto la dignità di essere uomini pensanti e liberi.
Andando perfino contro un clero, con il suo capo visibile, indegnamente complice del mondo.
Un onore e una gloria agli occhi di Dio e della Storia.
Ci auguriamo che la resipiscenza sia vera, sempre più diffusa, onesta e pubblica.
Per il resto, sempre divisi in due restiamo. (MV)

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