13 giugno 2025
1) Iniziano negoziati concreti di pace fra Ucraina e Russia,
e si ha l’attacco contro i siti nucleari russi.
2) Sono in atto negoziati fra USA e Iran, e si ha l’attacco di Israele contro i siti nucleari iraniani.
3) Nel frattempo, gli USA di Trump stanno subendo, per la prima volta come vittime, il meccanismo delle “rivoluzioni colorate”, tramite i milioni di immigrati fatti entrare da decenni ma soprattutto in particolare dall’Amministrazione Biden, al fine della creazione di uno stato di guerra civile perenne interno agli USA stessi. Un meccanismo che non risparmia nemmeno gli USA stessi, perché il globalismo è oltre ogni Paese, come il nome stesso indica.
4) Il tutto, colorato a sua volta dal patetico bisticcio tra Musk e Trump.
In ciascuno dei primi tre casi (e forse anche nel quarto), traspare come luce del fuoco dietro una tendina bianca di seta la regia dei veri “poteri forti” di questo mondo, che trovano i loro scagnozzi operativi in quelle usuali centrali del potere sempre all’opera, che hanno sede – almeno metaforica – a Londra, Parigi, Berlino, Tel Aviv, senza dimenticare le due della Virginia, Langley (CIA) e Quantico (FBI).
Il problema è che Trump, che fa il duro – giustamente, per carità – all’interno del Paese, si mostra anch’egli strumento di quei poteri fuori dal Paese. Almeno, per quanto concerne Israele.
Ma solo con Israele?
E, soprattutto, finora, non sembra intenzionato a risolvere una volta per tutte la vera causa operativa dei mali degli USA e dell’intero mondo occidentale, né ai livelli alti (globalismo davosiano: e anche qui usiamo Davos in senso metaforico), né interni al suo Paese. Perché, finché le due agenzie saranno lasciate indisturbate in vita, nulla mai potrà cambiare.
Il guaio è che per annientarle occorrerebbe inevitabilmente la guerra civile, quella vera. Nè possiamo sapere quale saranno le scelte della Russia nei riguardi dell’Iran. C’è chi dice che Putin interverrà in sua difesa, anche a costo della guerra con Israele (e quindi con gli USA), e c’è chi più verosimilmente dice che si sta già smarcando dall’impegno bellico, in quanto l’accordo tra i due Paesi non prevede l’intervento militare. Non possiamo sapere per ora: quel che è certo, è che a Mosca certo non hanno voglia di aprire un altro fronte. Ma, chi può conoscere le conseguenze dello scontro tra Israele e Iran?
Il mondo è sull’orlo del baratro.
E occorre capire una cosa fondamentale: nessuna di tutte le parti in gioco è il Bene. Che non si trova certo a Tel Aviv, o Washington, o Londra, o Davos, o Parigi, o Berlino. E nemmeno a Mosca. O in qualsiasi Paese islamico (neanche prendo in considerazione la Cina…).
Si può solo dire che, come sempre nella vita e nella storia, vi è una graduatoria, una classifica, dei peggiori e dei “meno peggiori”. Ovvero, dei servi del male migliori e di quelli altalenanti.
In tal senso, di tutte le città sopra indicate, il perno intorno a cui tutto ruota è in Europa, non negli USA o in Asia. E’ in quella city dove, almeno dal XVI secolo, il male non ha mai conosciuto alcun confine o momento di sosta.
Chi si fida e si affida ai nemici di Cristo – chiunque siano – è nemico di Cristo, della Chiesa, di ognuno di noi, consapevole o meno che sia. Impostore o vittima della finzione di essere cattolico. Ed è idolo per l’esercito degli stolti e dei traditori.
Solo nella Chiesa Cattolica v’è salvezza e solo nelle nostre stesse radici identitarie, spirituali e umane, v’è speranza.
Se c’è una cosa che la storia insegna, è che la civiltà cristiana, europea, italica, non è mai stata aiutata – ma sempre e solo odiata e combattuta – da chi cattolico e cristiano non è. E, in modo speciale, da determinate realtà religiose ed etniche.
Che Maria Ss.ma ci protegga tutti e illumini i cuori e le menti che cadono nell’inganno dei figli delle tenebre.
E aiuti ciascuno di noi a vivere i giorni che stanno per arrivare.
Prepariamoci, non è più tempo di giocare o seguire traditori infami e idoli patetici. E’ tempo di preghiera, penitenza, prudenza, carità reciproca. (MV)