ARTICOLO TRIARII

San Pio X

3 settembre 2025

San Pio X servo e maestro perenne della Verità
La chiave di volta per capire in profondità e spessore l’immensa tragedia della Rivoluzione nella Chiesa Cattolica, di cui oggi assistiamo alle più sconvolgenti conseguenze, sta tutta nell’enciclica “Pascendi Dominici gregis” di san Pio X, del 1907.
Chi si impegna a leggerla con la necessaria attenzione per comprenderla bene, ma soprattutto con la necessaria onestà intellettuale e spirituale, riceverà la grazia della comprensione del quadro generale della deriva chiaramente demoniaca. E inizierà progressivamente a vedere quanto accade nella Chiesa, specie negli ultimi sessant’anni, con un crescendo esponenziale inarrestabile, con occhi diversi: ovvero, con gli occhi della verità e della libertà di giudizio.
A quel punto, proverà non solo il necessario e giusto orrore per il tradimento dottrinale, liturgico, morale e pastorale degli uomini di Chiesa, ma anche la santa ira per la complicità di tutto il mondo conservatore conciliare, le cui propaggini sono accortamente diffuse anche negli ambienti della Tradizione, specie sotto le vesti sacerdotali.
Perché capirà che i primi traditori non sono i modernisti puri (che, in fondo, “fanno il loro mestiere”, per così dire), ma i loro manutengoli nel mondo della reazione della Tradizione. Sono loro le quinte colonne dell’infamità organizzata.
E questo non lo dice chi scrive, ma lo ha detto per primo, sebbene ovviamente con altre parole adeguate al suo ruolo, proprio san Pio X. Il quale, aveva capito tutto più di 120 anni or sono.
E’ come se il santo pontefice avesse potuto vedere tutto lo scenario che si attua nel XX e XXI secolo, fino a oggi (e oltre), fulminando la sua santa condanna per la salvezza di quelle anime che non sono cieche e non si vendono alle quinte colonne, attivissime ovunque.
Capire bene la “Pascendi” vuol dire capire bene la Chiesa Cattolica: quella di sempre da un lato e, dall’altro, quella neomodernista conciliare e quella bergogliana attuale, che è la figlia di sua madre, ovvero della Chiesa conciliare. Non si è ancora voluto comprendere a fondo la ulteriore rivoluzione apportata da Bergoglio, che non si cancella certo con le buone speranze dei conservatori o con gli inganni dei più astuti fra loro.
E significa anche capire la necessità di quella “reazione”, di cui dicevamo poc’anzi, per un vero e sano ritorno alla Tradizione di sempre della Chiesa di sempre, radicata nel Vangelo e nel Magistero perenne della Chiesa, di cui mons. Marcel Lefebvre e pochi altri sono stati i custodi nel momento chiave dell’immenso tradimento teologico, dommatico, liturgico, pastorale.
Oggi, mezzo secolo dopo, coloro che hanno capito sono più numerosi. Per questo le quinte colonne sono attivissime, soprattutto all’interno del mondo tradizionale, dove si muovono freneticamente per isolare chi agisce con lo spirito (sebbene non certo con la santità personale) di san Pio X e raggirare le anime semplici dei fedeli per farle rimanere nell’errore conciliare sotto la veste del conservatorismo della cosiddetta “ermeneutica della continuità”.
La Pascendi di san Pio X, insieme anzitutto alla “Quanta cura” (con il “Sillabo”) di Pio IX, costituiscono l’apice e la forza trainante di questa sana sana reazione dei fedeli legati alla Chiesa di sempre nella Tradizione di sempre.
Sono lo spartiacque. Chi è di qua è una cosa, è cattolico, chi è di là è un’altra, è conciliare.
Ed è proprio questa ultima verità evidentissima che mai potrà essere accettata dalle quinte colonne e dal popolo conciliare. Perché loro sono di là.
Sarà poi Dio a dividere le vittime dai carnefici. Noi possiamo solo testimoniare sempre la Verità, fino alla fine. A qualsiasi costo personale, compreso l’isolamento. la calunnia, l’azione divisiva sempre operante.
Del resto, “se hanno perseguitato me…”. E ricordiamoci sempre che i farisei erano… “conservatori”.
Che san Pio X ci aiuti sempre. Contro i neomodernisti e contro i farisei. (MV)

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