ARTICOLO TRIARII

Gli scomunicatori (2)


La Milano di Delpini e della Pataria
L’arcivescovo di Milano Delpini, noto sospensore a divinis di sacerdoti che celebrano il Rito Romano antico, ha proibito la tradizionale processione all’aperto per il Corpus Domini (perfino Leone XIV se ne è lamentato), additando come motivazione il fatto che sarebbe apparsa “ridicola” agli occhi dei turisti (traduci: degli infedeli invasori).
Lo stesso arcivescovo ha ora reso noto che celebrerà Messa per il Gay pride: non in riparazione, come sarebbe suo minimalissimo dovere, ma in celebrazione. In questo caso, la Messa non appare ridicola ai peggiori blasfemi e offensori del sacro cattolico?
E cosa pensano gli infedeli invasori di un clero che celebra una Messa per i sodomiti blasfemi?
Qualcuno scomunica Delpini?
Qualcuno gli impartisce ciò che merita?
Qualcuno lo toglie almeno di mezzo spedendolo a fare esercizi spirituali a vita?
Ma figuriamoci!
Delpini è il prototipo del vescovo servo e vile, che fa quello che fa in obbedienza ai superiori, ovvero alla CEI. Ricordiamoci dell’intervista di tale mons. Savino, vicepresidente della CEI, nella quale ha celebrato la ricchezza che la sodomia apporta alla fede cattolica!
Sono tutti repellenti traditori, servi di Sodoma e del suo padrone.
Questi sono gli scomunicatori e i sospensori a divinis di quella parte del clero che rimane apertamente fedele alla Tradizione e alla legge del Vangelo e della natura come Dio l’ha creata.
D’altro canto, il Delpini è il perfetto vescovo di Milano. Se il vescovo fosse eletto dai cittadini, chi credete che voterebbero i milanesi?
Non sono forse loro che hanno rieletto per la seconda volta Sala, mentre la città sprofondava (e sprofonda sempre più) nell’odio “maranzesco”, nella criminalità incontrollata e quindi nella paura collettiva? E non sono loro che lo rieleggerebbero nuovamente?
Il problema naturalmente non è Milano. Basti pensare a Bologna, città distrutta della Sinistra e imperterritamente di sinistra.
O basti pensare a come sono ridotte le altre città d’Italia (vogliamo parlare di Parma, Reggio Emilia, o di Roma e Napoli, o magari di Bolzano, o di chi volete voi?), ove sempre viene rieletta la stessa parte politica (anche perché, se vincesse quella opposta, cambierebbe poco o nulla)?
Delpini è l’alter ego di Sala. Sono gli uomini perfetti per i ceti imprenditoriali, finanziari, professionali, dirigenti, e, soprattutto, docenti, di quella città.
Ovvero, le categorie che costituiscono la rovina dei popoli.
Ma quanto sta accadendo in Irlanda, in Inghilterra, può essere un inizio di speranza. La speranza che i popoli, le persone vere, inizino a liberarsi da questa cappa infernale che opprime l’umanità.
Solo che, qui in Italia, tale ribellione non dovrebbe e non potrebbe essere solo politica. In Italia, Sala non è staccato da Delpini.
I conti, andrebbero regolati tutti, con tutti. Preti infami, apostati e traditori in primis.
Del resto, è cosa poco nota, ma fu proprio Milano a iniziare la grande rivolta popolare della pataria contro il clero corrotto dell’XI secolo. Solo che allora c’erano a Roma dei papi giganti che guidavano la rivolta popolare contro i vescovi infami e corrotti, schiavi del potere politico. Fra questi, san Gregorio VII, che si mise a capo della purificazione della Chiesa del tempo.
Oggi, purtroppo, Roma è la manutengola di questi vescovi infami e corrotti.
Sono quelli che scomunicano il clero fedele a Dio, alla Chiesa, alla Tradizione e alla legge naturale.
E ognuno deve scegliere da che parte stare. Sia in religione, sia in politica, sia in morale. Sia nella civiltà.
Non dimenticando mai chi sono i Sala e i Delpini di questa società infame e di questo clero modernista venduto al demonio e difeso dai normalizzatori del dissenso santo (ovvero, i conservatori legulei e formalisti). Che certo non sfuggiranno al giudizio di Dio. E, forse, chissà, nemmeno a nuova pataria terrena.
Nel Medioevo, fare il vescovo infame, apostata ed eretico, era molto pericoloso. (MV)

NOTIZIA DEL GIORNO

VIDEO DEL GIORNO