Venerdì 27 Gennaio 2023

09:57:14

Consapevolezza della tragedia, ma fortezza e speranza nella risposta

Se fosse possibile ridurre in un’istantanea la situazione della storia mondiale di questi giorni, tra le innumerevoli vicende e problematiche, alcune tra le più salienti e determinanti sarebbero le seguenti: 1)      L’umanità è sull’orlo dell’abisso di una terza guerra mondiale, che potrebbe coinvolgere perfino la Cina, questa volta. La differenza però con i decenni della Guerra Fredda, è che a crearne le condizioni in maniera pretestuosa sono quelli che erano prima “i buoni”, mentre a mantenere sangue freddo e dignità politica sono quelli che erano prima “i cattivi”. Il che, come evidente, rende la situazione immensamente più preoccupante. 2)      Le ragioni profonde per le quali gli “ex-buoni” gettano benzina sul fuoco della guerra mondiale, solo in parte vanno ricercate tra le solite questioni economiche-petrolifere (che pur ci sono). Sono in realtà ragioni politiche (e metapolitiche), determinate da un potere internazionale, anzi, sovranazionale, che muove l’intera storia planetaria. Ciò è dimostrato dal fatto che colui che è stato eletto presidente degli USA con un programma antitetico a quello della sua rivale democratica (ed è sotto rischio di impeachment proprio per presunte intese segrete con i russi cattivi) sta oggi facendo esattamente ciò che avrebbe fatto la sua rivale democratica al suo posto. Ovvero: sta attuando il piano di queste forze (in parte note, in parte oscure) sovranazionali. 3)      In ogni caso, gli Stati europei – presi singolarmente o nella sulfurea cosiddetta Unione Europea – sono coinvolti in questa guerra di aggressione ingiustificata, tutti schierati con gli USA: chi in pieno accordo, come guarda caso la Francia (governata da un esponente di quei poteri sovranazionali) e ovviamente l’usuale Gran Bretagna; chi invece con evidente disagio, come la Germania stessa, che non sembra essere proprio in prima fila in questa folle corsa alla guerra, ma appare piuttosto, alla prova dei fatti, come la signora nobile degli sconfitti della Seconda Guerra Mondiale: il che dimostra che un conto è l’economia, dove è domina indiscussa, un conto però è la politica, dove, ancora oggi, è con evidenza succube dei vincitori di settant’anni fa (insomma, quando torna in ballo la politica vera, quella internazionale e militare, pure i tedeschi devono ricordarsi come andarono le cose); chi obtorto collo, come l’Italia, che, a differenza della Germania, è da sempre colonia al 100%, economicamente e politicamente. E, essendo serva senza dignità politica, deve scattare sull’attenti agli ordini dei vincitori al costo del rinnegamento di tutti i suoi conclamati valori pacifisti e della sua costante amicizia con la Russia di Putin (amicizia cui non è estranea nemmeno la Germania, da sempre collegata nel suo destino agli spazi immensi dell’Est). 4)      Tutto ciò accade mentre in Italia vi è un vuoto di potere (nel vuoto di potere degli ultimi settant’anni) impressionante. Gli stessi due vincitori delle ultime elezioni, qualora dovessero risolvere la questione della realizzazione di un governo, si troverebbero coinvolti in qualcosa di immensamente più grande di loro. Inutile stare appresso a quanto dicono i Cinque Stelle: in quanto dicono tutto e il contrario di tutto, essendo costitutivamente la dissoluzione politica, sociale e morale eretta a sistema di sgoverno (per questo sono stati creati dai soliti poteri sovranazionali). Il caso di Salvini è però differente. Lucidamente e onestamente si dichiara vicino a Putin. Ma… nella realtà delle cose, qualora dovesse avere la responsabilità del governo, ciò lo dovrebbe indurre a tentare di uscire dalla NATO (dopo settant’anni) e rimanere totalmente isolati in Europa (e quindi uscire anche dall’UE?) per di più in un contesto di altissimo rischio di guerra mondiale, o almeno di guerra NATO-Russia (e Cina? E l’Iran? E Israele?). Qualcosa, come detto, di talmente “immenso” che rende veramente minuscolo il valore politico di queste ultime elezioni, al di là degli stessi partiti (vincitori o sconfitti che siano) della disgraziatissima situazione italiana, a tutti i livelli. 5)      A proposito di tale situazione: l’invasione immigrazionista è sempre in corso, e, con i Cinque Stelle al governo (specie se – dal mio punto di vista è un’ipotesi ancora piuttosto realistica, anzi, probabile – dovessero andare al governo con il PD e rimasugli vari) diventa un vero incubo. In tal senso, solo la presenza di Lega e FdI al governo può costituire – ci si augura, almeno – un muro di resistenza alla catastrofe in corso (FI è invece in mano a un uomo divenuto una scheggia impazzita, come anche i suoi atteggiamenti delle ultime ore dimostrano a sufficienza). La situazione economica è disastrosa ed è inutile parlarne, in quanto tutti ne siamo perfettamente consapevoli. L’Italia è un Paese che, avendo perso da decenni, ma soprattutto in questi ultimi anni, la propria sovranità nazionale e la propria moneta nazionale è alla mercé dei poteri sovranazionali e della loro politica di dissoluzione mondiale; e, pertanto, è senza speranza alcuna di ripresa, a meno di clamorosi cambiamenti di scenari internazionali. Sorvoliamo infine su tutta la disastrosa situazione dei servizi interni, dal campo medico a quello scolastico, universitario e della ricerca, dal campo sociale a quello della decadenza civile e morale delle nuove generazioni, ecc. 6)      In tutto questo contesto politico, avanza la follia della dissoluzione morale che il Leviatano mondialista sta imponendo: genderismo, eutanasismo (i nuovi sacrifici umani di bambini strappati ai genitori e uccisi contro il loro volere negli ospedali stanno divenendo normale prassi ormai), sdoganamento del pedofilismo, sono i più salienti (ma non i soli) campi di battaglia in questo momento del processo di dissoluzione della società umana in corso. 7)      Infine, per noi cattolici, come se tutto questo non bastasse, la nota più dolente: la disastrosa situazione di corruzione teologica, dogmatica, dottrinale, liturgica morale e spirituale del clero odierno, che non risparmia nessun livello della gerarchia. Una gerarchia pienamente prona e sistematicamente funzionale al piano di dissoluzione umana, politica e morale di cui sopra. In tale spaventoso scenario, un uomo può avere tre generi di reazione basilari: 1) “Me ne frego” e penso a vivere la mia vita e a risolvere i miei problemi, finché mi dice bene (è la soluzione della stragrande maggioranza dell’umanità, un po’ per vigliaccheria, un po’ per egoismo, molto per insipienza intellettiva); 2) “mi è tutto chiaro: e mi schiero col vincitore”, per godere di questa vita tutto quello che posso finché posso; 3) “non in mio nome”, si potrebbe dire: è la scelta di quella piccolissima, minuscola, élite, aristocrazia, che si oppone alla dissoluzione imposta dal Leviatano come può. Una parte consistente di questa aristocrazia odierna è di fede cattolica tradizionale: e trova la propria forza nella virtù teologale della Speranza e in quella  morale della fortezza che provengono dalla Fede in Cristo Salvatore, nell’azione salvifica di Sua Madre e nella fedeltà alla Chiesa di sempre. Gli amici che stanno fondando e creando la Confederazione dei Triarii appartengono, pur con tutti i loro limiti personali, a questa aristocrazia. Nulla presumono di se stessi, ma tutto sperano in Cristo traendo la loro fortezza in Maria Santissima. Con articoli, interventi, proposte spirituali e culturali, con l’analisi puntuale degli accadimenti, come anche con iniziative di varia natura di cui si può prendere visione visitando il portale, intendono contribuire all’unione delle forze dei “buoni” in questo contesto tragico della vicenda umana. E invitano tutti coloro che condividono fede, ideali, speranze e anche fortezza, ad aderire e a partecipare: al servizio della Fede tradizionale, della Chiesa di sempre, della morale naturale e cristiana, della nostra amatissima Italia e della vera Europa, al servizio del vero bene del prossimo. Vi aspettiamo! Seguiteci, partecipate, unitevi a noi. Massimo Viglione