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Don Pietro Leone: Catene di male

Da: https://rorate-caeli.blogspot.com/2021/04/don-pietro-leone-chains-of-evil.html

La questione del vaccino contro il Coronavirus ottenuto da “linee cellulari” fetali riguarda la legittimità della partecipazione al male morale. Di seguito presenteremo:

  1. i tre aspetti morali rilevanti per tale pratica;
  2. un’osservazione sul Magistero; e
  3. un’analisi più approfondita del male che il vaccino comporta.

 

I – I tre aspetti morali rilevanti per tale pratica sono:

 

a) La natura del male;

b) La vicinanza alla partecipazione al male;

c) L’eventuale giustificazione di tale partecipazione.

 

a) La natura del male

Il male normalmente preso in considerazione da chi vorrebbe legittimare il vaccino è il male dell’aborto. L’aborto è a volte considerato come:

 

i) esclusivamente di natura spontanea (cioè un aborto spontaneo);

ii) ridotto quanto a numero (magari anche uno solo);

iii) l’unico male coinvolto.

 

Esaminiamo a turno ciascuna di queste convinzioni.

i) La possibilità di utilizzare un aborto spontaneo per i vaccini

Tale possibilità è inesistente perché, come spiega il Dott. Gonzalo Herranz, Professore di Istologia ed Embriologia Generale presso l’Università di Navarra, in Spagna, “per ottenere cellule embrionali per la coltura è necessario procedere alla dissezione [dell’embrione] mentre è ancora vivo”[1].

 

ii) La possibilità che gli aborti siano pochi

Quanto al numero di aborti originari, rispondiamo che dovrebbero invece essere stimati nelle centinaia o migliaia[2]. Ci riferiamo in particolare alla “linea HEK 293”[3], ma è stato dimostrato che anche una serie di altre linee coinvolge aborti multipli[4].

 

iii) L’idea che l’unico male dietro il vaccino sia l’aborto

Questo non è vero. Il male che il vaccino comporta si può descrivere nella sua interezza come segue: prima di essere assassinato, il bambino viene estratto vivo dal grembo materno; non viene battezzato; viene operato a mente serena, senza anestetici; vengono rubate diverse parti del suo corpo, che sono poi sezionate e vendute a scopo di lucro; il resto del suo corpo viene infine smaltito tra i rifiuti comuni. Noi ci troviamo, qui, di fronte a un solo male grave, bensì a dieci:

 

  1. L’estrazione di un bambino dall’utero prima della nascita;
  2. La negazione del battesimo e il conseguente impedimento di entrare in paradiso;
  3. La tortura;
  4. Il furto di parti del corpo;
  5. L’infanticidio;
  6. Lo smaltimento del resto del corpo;
  7. La manipolazione delle parti del corpo;
  8. La loro commercializzazione;
  9. La profanazione del bambino (nei casi 4-8);
  10. La violazione dei diritti del bambino dall’inizio del processo alla sua fine.

b) La vicinanza della partecipazione al male

Poiché si sostiene che l’aborto sia l’unico male in questione e che questo male sia esistito solo nel passato, probabilmente in un passato assai remoto, si sostiene che la partecipazione possa essere solo remota e passiva[5]. Notiamo che il termine “remoto” in teologia morale possiede un senso morale, a significare la mancanza di un coinvolgimento morale diretto nel male in questione.

 

Rispondiamo che la cooperazione non è remota e passiva, bensì prossima e attiva, poiché il male in questione non consiste in un singolo evento passato, ma nella partecipazione immediata e attiva a un intero processo, che va dall’aborto originario fino all’atto dell’iniezione del vaccino. Tale processo non è una semplice concatenazione di eventi discreti e isolati, ma una catena continua e ininterrotta che inizia con l’estrazione del bambino dal grembo materno e, senza soluzione di continuità, culmina nel vaccino, l’ultimo anello della catena. Chiamiamo questo processo “catena del male”, corrispondente alla “linea cellulare”, in virtù del valore morale che si aggiunge alla continuità fisica.

 

Questa catena è un’entità reale, costituita, in termini scolastici, da un elemento materiale e da uno formale: il primo è la parte del corpo del bambino e il secondo è l’intenzione dell’abortista e / o dello scienziato che l’ha procurata e sviluppata per fini medici e mercantili. Inoltre, la continuità della catena e l’entità del male che essa porta le permettono, nel tempo, di sostenere una carica demoniaca.

 

Anche se nessuna parte del corpo del bambino è più presente nel vaccino finale, come nel caso di alcune tipologie di prodotto, l’elemento intenzionale che abbiamo citato sopra non cesserà di esistere e continua dunque a formare una catena nel tempo, seppur di una natura puramente spirituale.

 

Per quanto riguarda la teoria secondo cui l’aborto in questione sia probabilmente avvenuto in un lontano passato, nel qual caso la cooperazione sarebbe ancor più remota (almeno a livello temporale), notiamo che gli aborti accompagnati da tutti i mali sopra elencati vengono eseguiti nel presente, come si riferisce al documento “La voce delle donne …”[6]. Esso sottolinea che le linee cellulari hanno una “data di scadenza” e che i produttori “hanno un forte incentivo a crearne di nuove”; documenta inoltre come gli abortisti abbiano “ammesso di aver modificato le procedure chirurgiche in modo da garantire che alcune parti del corpo siano lasciate intatte e utilizzabili dai ricercatori”.

 

c) La giustificazione della partecipazione al male

Poiché secondo i sostenitori del vaccino non vi sarebbe in esso alcun male, essi non ritengono che ci sia bisogno di una giustificazione morale e affermano che i suoi possibili effetti sulla persona vaccinata sono puramente “una questione di scienza”. Ma se, come abbiamo dimostrato, il male c’è, va da sé che il vaccino richieda una giustificazione morale, o giusta causa, e tale giustificazione deve essere proporzionata al male in questione.

 

La giustificazione tipicamente fornita per il vaccino è la salvaguardia della salute della persona vaccinata o di coloro con cui essa entrerà in contatto. Questa giustificazione è, tuttavia, priva di sostanza:

 

Per quanto riguarda la salute della persona vaccinata, il dottor Michael Yeadon, ex vicepresidente e Chief Science Officer di Pfizer, avverte in un recente discorso agli American Frontline Doctors: “Si prega di avvertire ogni persona di non avvicinarsi ai vaccini. Non è assolutamente necessario usarli … Se qualcuno desidera danneggiare o uccidere una percentuale significativa della popolazione mondiale nei prossimi anni, i sistemi in atto proprio ora lo consentiranno. È mia opinione che sia del tutto possibile che questo venga utilizzato per uno spopolamento su vasta scala”[7].

In effetti esistono già diverse prove degli effetti negativi del  vaccino. Una recente lettera inviata al British Medical Journal dalla dott.ssa Polyakova, una consulente con sede a Londra, afferma: “I livelli di malattia dopo la vaccinazione non hanno precedenti. Il personale si ammala molto, alcuni con sintomi neurologici che stanno impattando enormemente sulla funzione del servizio sanitario. Anche i soggetti giovani e in buona salute restano assenti per giorni, alcuni per settimane, e alcuni richiedono cure mediche. Intere squadre vengono portate via mentre andavano a farsi vaccinare insieme”[8].

 

Quanto all’argomento riguardante la salute di coloro con cui la persona vaccinata verrà a contatto: non è stato scientificamente stabilito che l’iniezione impedisca al vaccinato di essere portatrice del virus. Il dottor Soumya Swaminathan, capo scienziato dell’OMS, dichiara: “Al momento non credo che alcun vaccino ci permetta di dire con sicurezza che esso impedisca di contrarre l’infezione e, dunque, di poterlo trasmettere”[9].

 

Anche se gli effetti positivi del vaccino sono stati rivendicati dai media, abbiamo visto che gli effetti negativi sono innegabili e possiamo almeno dire che essi non sono stati ancora stabiliti con certezza scientifica. Concludiamo dunque che la vaccinazione non può essere giustificata per motivi di salute.

 

Conclusione della critica

La nostra critica alla vaccinazione contro l’attuale virus globale ha mostrato l’invalidità dei tre presupposti su cui si basa:

– che l’unico male rilevante sia l’aborto;

– che la partecipazione al male in questione sia remota e passiva;

– che il vaccino possa essere giustificato per motivi di salute.

Concludiamo che il vaccino non può essere giustificato dal punto di vista morale. Se esso possa o no essere scusato è un’altra questione. La Chiesa insegna che la responsabilità morale in generale può essere ridotta, o addirittura rimossa, dalla paura, dalla violenza (inclusa la pressione psicologica) o dall’ignoranza. Come potremmo incolpare gli anziani per aver accettato il vaccino, credendo a tutto ciò che vedono nei media, magari anche sotto la pressione dei membri della famiglia e timorosi della morte? Come potremmo incolpare i cattolici di buona volontà, che, non riuscendo a comprendere la vera natura del male, si sono piegatisi docilmente alle recenti dichiarazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, ai giudizi di ordini e congregazioni religiose, persino al Papa e alla Regina d’Inghilterra?

 

II –  Il Magistero

Qualcuno potrebbe obiettare che la nostra critica non corrisponde al Magistero della Chiesa della CDF riguardo ai vaccini, il quale afferma che è lecito usare tali vaccini se non ne sono disponibili altri e se la persona vaccinata disapprova l’aborto originario. Vorremmo tuttavia rispondere con le “Donne in difesa dei bambini non nati …” (op. Cit.) Che: “Suggeriamo umilmente che tali affermazioni … siano basate su una valutazione incompleta della vaccinazione e dell’immunologia …”

Se esprimiamo dissenso da tali dichiarazioni della CDF, non significa, tuttavia, che rifiutiamo il Magistero della Chiesa in questo campo. Nelle ultime due generazioni si può infatti riscontrare nel Magistero una divergenza tra posizioni che corrispondono più o meno accuratamente alla Fede e alla Realtà ed è nostro dovere adottare la posizione che corrisponde più accuratamente ad esse, sia in questo campo, sia in generale.

 

Nella materia in questione, la posizione più corretta è, riteniamo, quella di Papa Giovanni Paolo II, soprattutto nella sua enciclica Evangelium Vitae, in cui prende una posizione incondizionata a favore della vita umana di fronte a quella che chiama la “cultura della morte” all’interno della società moderna. Ovviamente non affronta esplicitamente la questione dei vaccini, ma ciononostante ci offre i principi morali necessari per risolvere la questione. I principi sono i seguenti:

 

a) I peccati contro la vita non ancora nata sono di estrema gravità;

b) Fanno parte delle “strutture del peccato” nella società;

c) I cattolici devono prendere posizione in difesa della vita umana.

 

a) I peccati contro la vita non nata sono di estrema gravità

La solenne condanna del Papa di questi mali, che per la sua formulazione sembra godere dello status di infallibilità, si legge come segue[10]:

 

“… per l’autorità che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi Successori, in comunione con i Vescovi … Dichiaro che l’aborto diretto, cioè l’aborto voluto come fine o come mezzo, costituisce sempre un grave disordine morale, poiché è il uccisione deliberata di un essere umano innocente. Questa dottrina è basata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa e insegnata dal Magistero ordinario e universale. Nessuna circostanza, nessuno scopo, nessuna legge potrà mai rendere lecito un atto intrinsecamente illecito, poiché contrario alla Legge di Dio che è scritta nel cuore di ogni uomo, conoscibile dalla ragione stessa e proclamata dalla Chiesa.

 

Questa valutazione della moralità dell’aborto va applicata anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che… inevitabilmente comportano l’uccisione di quegli embrioni. Questo è il caso della sperimentazione sugli embrioni … Questa condanna morale riguarda anche le procedure che sfruttano embrioni e feti umani vivi … sia per essere utilizzati come “materiale biologico”, sia come fornitori di organi o tessuti per trapianti nel trattamento di alcune malattie. L’uccisione di creature umane innocenti, anche se compiuta per aiutare gli altri, costituisce un atto assolutamente inaccettabile. ”

 

b) Tali peccati fanno parte delle “strutture del peccato” nella società

Egli parla ([11]) di una “realtà che può essere descritta come una vera struttura del peccato. Questa realtà è caratterizzata dall’emergere di una cultura che nega la solidarietà, e in molti casi assume la forma di una vera e propria cultura della morte”, una cultura eccessivamente attenta all’efficienza che costituisce “una guerra dei potenti contro i deboli”. Il modo in cui viene scatenata una sorta di “cospirazione contro la vita”, una cospirazione che equivale a “minacce programmate scientificamente e sistematicamente” contro la vita. Tra le persone implicate in questa cospirazione vi sono le istituzioni internazionali che promuovono la contraccezione, la sterilizzazione e l’aborto, ei mass media che promuovono gli stessi mali, così come l’eutanasia, come “un segno di progresso e una vittoria della libertà”. Enormi risorse finanziarie vengono investite nella ricerca sui metodi di aborto …

 

c) I cattolici devono prendere posizione in difesa della vita umana

Il Papa parla in questi termini[12]: “… il clamore comune, che giustamente si fa a favore dei diritti umani – ad esempio il diritto alla salute, alla casa, al lavoro, alla famiglia, alla cultura – è falso e illusorio se il diritto alla vita, il diritto più basilare e fondamentale e la condizione per tutti gli altri diritti personali, non è difeso con la massima determinazione”.

 

Conclusione

Possiamo applicare questi tre principi al caso del vaccino, dicendo che il trattamento dei bambini non nati nei dieci modi che abbiamo elencato sopra è “assolutamente inaccettabile”; che il processo attraverso il quale si manifesta fa parte di “una vera struttura del peccato” nella società, coinvolgendo “istituzioni internazionali che promuovono contraccezione, sterilizzazione e aborto, e i mass media che promuovono gli stessi mali” in cui “vengono investite enormi risorse finanziarie ‘; che i cattolici devono prendere posizione in difesa della vita umana in questa sua fase più vulnerabile. Quando e dove, infatti, i cattolici possono schierarsi in difesa della vita umana “con la massima determinazione” se non qui e ora?

 

III – Il male in questione

Il male in questione, come abbiamo detto sopra, è il male di un processo: quello dello sradicamento dal grembo materno, l’espulsione dal Cielo, la tortura, la depredazione, l’omicidio, lo smaltimento, la manipolazione, il traffico d’organi, la violazione dei diritti, la profanazione di bambini innocenti e del tutto indifesi.

 

A causa della gravità di questo male, la partecipazione ad esso non può essere paragonata all’uso di organi forniti da donatori e nemmeno al cannibalismo dei sopravvissuti all’incidente aereo sulle Ande; a causa della natura vicina e attiva della partecipazione, non può essere paragonata né alla partecipazione ai mali di un regime comunista mediante l’acquisto di una maschera fatta in Cina, su cui si è ampiamente discusso, né alla partecipazione ai mali dello Stato moderno pagando le tasse.

 

Oltre a ciò, il male non dovrebbe essere visto unicamente in riferimento a un dato individuo isolato dal suo contesto, ma piuttosto, dal punto di vista delineato nell’Evangelium Vitae, come parte integrante di un’intera struttura globale del peccato, promossa da, organizzazioni massoniche e anti-vita come l’OMS[13], nonché dall’intera industria abortista parassitaria: non solo quella della vaccinazione per il trattamento del macabro nome’ Covid 19 ‘, ma anche di oltre venti altre malattie[14]; e non solo l’industria della vaccinazione, ma anche quella di prodotti come il miglioramento del sapore[15] o qualsiasi altra cosa possa, mentre scriviamo, essere gestita nei terreni di coltura corrotti di quei cuori perversi e oscurati.

In una parola, stiamo parlando di una struttura sociale e universale del peccato: quella del trattamento dell’uomo come oggetto da usare, abusare e smaltire a piacimento. Questa struttura, che è l’eredità materialista ed edonista dell’ “ateismo auto-deificante” dell’era presente, è in costruzione, come un mostro ribelle dell’architettura moderna, sulle rovine di quella che una volta era quella risplendente dimora del santo matrimonio, stabilita da Cristo stesso per perpetuare il suo amore per la Chiesa nelle coppie cristiane, per la procreazione e la santificazione dei figli.

 

Di questa dimora resta ormai poco più che l’istinto sessuale, insieme al fiore delicato, fragile e sempre più raro che sboccia della vita umana: entrambi sempre più incanalati verso abusi atroci e disumani. È per proteggere questa vita umana nascente e ricostruire il santo matrimonio al suo antico splendore che dobbiamo alzarci in piedi, forti nella Fede e nella fiducia nella Divina Provvidenza[16]: per liberare il mondo dai “cambiavalute dei cadaveri”[17] e dalle catene paralizzanti di Satana.

+ Don Pietro Leone, nella festa di S. Ermenegildo, re e martire.

 

Note:

[1] Cit. dal libro dello scienziato italiano Pietro Croce, Vivisezione o scienza (2000).

[2] LifeSite News, 1 febbraio 2021.

[3] “… e questo non significa che ci siano stati 293 aborti, ma per 293 esperimenti è necessario molto più di un aborto. E stiamo parlando di probabilmente centinaia di aborti”. LifeSite News, 19 febbraio 2021.

[4] Il WI-38 è derivato dal 32 ° aborto; WI-26 dal 20; Cella WI-44 dalla 38a; La linea MRC-5 ha richiesto 5 aborti; WALVAX2, la più recente linea cellulare fetale abortita, proveniva dal 9 °; RA273 dal 27 ° aborto, che ha portato a 40 aborti successivi. LifeSite News, ibid.

[5] O “cooperazione” che è il termine tipicamente utilizzato nel dibattito. Ma la cooperazione nel male originale compiendo un atto successivo è ovviamente logicamente impossibile, poiché la cooperazione implica la simultaneità.

[6] ‘The Voice of Women in Defence of Unborn Babies and in Opposition to Abortion-tainted Vaccines’ https://edwardpentin.co.uk/wp-content/uploads/2021/03/STATEMENT-The-Voice-of-Women-in-Defense-of-Unborn-Babies-and-in-Opposition-to-Abortion-tainted-Vaccines-WORD-DOC.pdf

[7] https://www.lifesitenews.com/opinion/former-pfizer-vp-to-aflds-entirely-possible-this-will-be-used-for-massive-scale-depopulation. A questo proposito citiamo una battuta del celebre magnate dei media Bill Gates nel 2010: “Se davvero ci mettiamo a lavorare su nuovi vaccini, assistenza sanitaria, servizio di salute riproduttiva, potremo ridurla [la popolazione mondiale] forse del 10 o 15 %”.

[8] https://www.bmj.com/content/372/bmj.n810/rr-14

[9] https://www.businessinsider.com/who-says-no-evidence-coronavirus-vaccine-prevent-transmissions-2020-12?op=1

[10] Evangelium Vitae, parte I.

[11] Ibid.

[12] in Christifideles Laici 38, citato dal Cardinale Pujats di Riga nella sua “Dichiarazione sull’immoralità del vaccino” del 12 dicembre 2020, firmata da altri quattro illustri prelati.

[13] L’OMS ha una lunga storia di macchinazioni contro la vita attraverso la vaccinazione: “nel 2015, la Radio Vaticana ha accusato che le organizzazioni delle Nazioni Unite OMS e UNICEF stavano nuovamente eseguendo vasti programmi internazionali di spopolamento della terra utilizzando vaccini per sterilizzare di nascosto donne nei paesi del Terzo Mondo … L’OMS ha inoculato questo vaccino a più di 130 milioni di donne in 52 paesi, sterilizzandone permanentemente, e a loro insaputa e senza consenso, una percentuale molto alta”. https://www.unz.com/lromanoff/a-cautionary-tale-about-the-who/

[14] Inclusi varicella, problemi cardiaci, morbillo, parotite, epatite, cancro e tifo, cfr. Children of God for life https://cogforlife.org/wp-content/uploads/vaccineListOrigFormat.pdf

[15] Di cui si occupa la compagnia biotecnologica americana Senomyx

[16] Come poteva Dio non provvedere ai suoi figli che si rifiutavano di cooperare a questo male? “La fede non teme la carestia” dice Tertulliano (Sull’idolatria cap.12). O come, al contrario, potrebbe un cattolico presentarlo come rimedio o salvaguardia della salute, in altre parole come atto della Divina Provvidenza?

[17] Eschilo, Agamennone 437

Traduzione di Elisabetta Sala

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