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Il ritorno del drago

Il governo barcolla.
Zingaretti minaccia la crisi.
Renzi dice a Conte di stare tranquillo.
Conte è sempre più patetico.
I Cinquestelle sono morti, eccetto che per dire idiozie (le dicono anche da morti).
Le sardine agonizzano.
Mattarella parla di elezioni, sebbene in autunno.
Mattarella si scopre anticomunista d’attacco prima di morire.
Un magistrato italiano dice che esporre l’effige del Duce non è reato.
Dall’altra parte, la Lega, con Giorgetti, sul Corriere della Sera dice di essere un “partito serio e affidabile” (come Berlinguer!) e che mai abbandonerà UE ed euro.
La Meloni si scopre conservatrice american style.
Perfino Bergoglio ha dovuto fare un passo indietro dopo 1000 in avanti.
Ma che sta succedendo?
Ho come l’impressione, che un grande cambiamento stia iniziando a realizzarsi.
L’eterno ritorno delle identiche cose.
Torna il Grande Centro!
E’ forse un caso che Mario Draghi ha finito il suo incarico alludendo vagamente al fatto che forse bisognerebbe tornare a stampare moneta sovrana?
Non è che per caso Draghi è il drago che mette tutti d’accordo?
A questo punto, care amiche e amici, cosa si fa?
Ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza.
Proprio come nella Chiesa.
Ogni giorno che passa, la morsa della verità dei fatti si stringe intorno al collo degli illusi.
Per quanto ci riguarda, noi i draghi li combattiamo fino alla fine.
Noi stiamo dalla parte di San Giorgio. Sempre. Non c’è cecità, compromesso e illusione che tenga.
Lo dico a tutti prima di tutti: verità e libertà sempre.
Anzitutto da chi ci ha distrutto e ci vuole annientare.
Il drago è il nemico.

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