Home / Capire Oggi / La fotografia della Rivoluzione gnostica. Benetton e Toscani

La fotografia della Rivoluzione gnostica. Benetton e Toscani

Fin dai primi anni Novanta, feci il patto con me stesso di non comprare mai nulla, per nessuna ragione, nei negozi Benetton. Patto che rispetto ormai da un quarto di secolo e che rispetterò vita natural durante.

Perché?

Semplice: perché già a quei tempi – e chi non è più giovanissimo e ha un minimo di cognizione degli eventi intorno a sé non può non ricordare – Benetton padre aveva affidato la sua pubblicità a un fotografo, tale Oliviero Toscani. E questo fotografo, in perfetta sintonia con il suo miliardario, ha portato avanti nei decenni campagne pubblicitarie sempre all’insegna della sovversione generale della società, sia dal punto di vista antropologico, che morale che religioso. Decine di foto stanno lì a dimostrarlo inequivocabilmente.

Ricordo ancora una foto in cui vi era una piazza enorme gremita al massimo di folla, dove, tra le persone, emergeva (ma occorreva farci caso) la scritta AIDS (ho cercato questa foto su internet, ma non l’ho trovata, a differenza di altre… chissà come mai: sarebbe interessante ritrovarla).

E ricordo, tanto per dirne solo un’altra, una foto in cui un cavallo nero montava una cavalla bianca… Se a quel tempo il significato poteva ancora sfuggire a molti “distratti”, oggi credo sia del tutto impossibile, vero?

I Benetton si sono fatti “paladini” della sovversione mondiale: sia di quella più avanzata (specie negli anni Novanta), ovvero la distruzione della razza bianca mediante l’invasione mondialista (di cui evidentemente già avevano notizia che sarebbe iniziata di lì a breve), sia di quella portata avanti con gli “usuali” strumenti (guerra alla Chiesa e alla Fede cattolica, pornografia, a-moralità in tutte le salse). Le poche foto che qui metto in visione parlano già molto chiaro, ma ve ne sono a decine da proporre come prova di quanto si afferma (basta andare su internet), ma non è il caso di insistere oltre e facilitare lo scandalo.

E sono stati premiati, i Benetton. Da chi? Ovviamente, da quella forza politica che è incarnazione vivente di questa sovversione nel corso dei decenni: che si chiami PCI, o PdS, o Pd (non ricordo gli altri nomi…), il discorso non cambia. Possiamo dire che se gli Agnelli sono stati l’incarnazione quantitativa di questa Repubblica, i Benetton lo sono dal punto di vista qualitativo.

I Benetton hanno un compito diverso da quello degli Agnelli (e di Berlusconi). Loro annunciano il futuro che deve arrivare e lo fanno mediante un fotografo la cui personalità e le cui provenienze non possono non essere lampanti per chiunque utilizzi un poco la ragione.

Benetton non ha colpa diretta del crollo del ponte autostradale a Genova. Benetton è però incarnazione simbolica dei politici che lo hanno premiato e gli hanno affidato l’appalto degli Autogrill. In che senso? Nel senso che, per tutti costoro, l’essere umano è un fastidio che andrà progressivamente eliminato (come la scritta AIDS spiega bene), specialmente se bianco, specialmente se europeo, soprattutto se italiano, e pertanto non vale la pena prendersi cura delle persone e delle infrastrutture. Non solo e non tanto per ragioni meramente economiche (o di semplice incapacità personale), ma perché tutti al servizio di un piano ben preciso.

Non vedere che Benetton è servo di tale piano, vuol dire essere ciechi. Anche perché, lui in particolare, ha scelto la via della fotografia per “proporlo” e “annunciarlo”. E ha scelto un fotografo che più di ogni altro mostra con il suo sguardo e con quello che dice e fa il marchio del loro padrone.

Basta fare attenzione all’ultima recente fotografia. Giovani nudi (pornografia) di tutte le razze che si mischiano (mondialismo), che in realtà sono anche accoppiati nello stesso sesso (omosessualismo) e di cui di alcuni non si capisce nemmeno se sono maschi o femmine (genderismo e androginismo).

Non manca quasi nulla per descrivere i tempi che ci aspettano. Occorre ammettere una certa genialità del male in Benetton e Toscani. Sono bene ispirati, non c’è che dire.

In altre foto, poi, Toscani ha anche già avallato, tra le altre cose, la bestialità.

Benetton e Toscani sono la fotografia della fase conclusiva della Rivoluzione gnostica. Forse, dovremmo iniziare tutti a deciderci di smettere di sostenerli con i nostri soldi. È veramente il minimo, ma proprio il minimo, che dovremmo fare. (MV)

Top