ARTICOLO TRIARII

C’è chi può

E’ impossibile non notare un fatto.
E’ giunta notizia che Leone XIV riceverà in aprile, senza esitazione e senza por inciampo alcuno, una femmina “arcivescova” messa a capo spirituale della cosiddetta “Chiesa” anglicana (ovvero di una “religione” in via d’estinzione, almeno in Gran Bretagna).
Però lo stesso Leone XIV ha respinto la richiesta di essere ricevuto avanzata dall’arcivescovo Mons. Carlo Maria Viganò.
Subito ora si leveranno gli scudi dei conservatori vatican-secondisti:
“Monsignor Viganò è scomunicato!”.
Appunto. Al di là del giudizio di validità formale che si vuole dare alla scomunica impartita da Bergoglio (sorvoliamo per ora su questo aspetto), se lo si ritiene scomunicato, e lo scomunicato fa un passo per ricucire lo strappo, perché il Pastore che deve pascere le pecore del Signore, che è padre di tutti i battezzati, non lo vuole nemmeno ricevere? Ascoltare e parlare non costa nulla. Specie per un “padre”.
Questo stesso Pastore però non ha nessun problema a ricevere con tutti gli onori una scomunicata, che è capo di una setta religiosa protestante, che nega sei sacramenti su sette (compresa l’Eucarestia e l’Ordine, ciò che comporta la fine del sacerdozio), la legittimità della gerarchia ecclesiastica, e quindi dello stesso Papato.
Un arcivescovo che ha servito la Chiesa per sessant’anni, anche ad alti livelli e sul piano internazionale, che ha denunciato prove alla mano la pazzesca corruzione morale di parte importante delle gerarchie attuali, che si mantiene assolutamente fedelissimo nella conservazione integrale della fede cattolica e della morale correlata, non può nemmeno essere ricevuto una volta.
Alla “arcivescova” si spalancano le porte.
Perché? Ma ovvio: in nome del “dialogo” ecumenico.
Quello stesso dialogo però negato a un arcivescovo di Santa Romana Chiesa.
Come, del resto, ai sodomiti impenitenti e, anzi, rivendicatori pubblici del loro peccato che grida vendetta al cospetto di Dio.
Ma tutta questa evidenza non ha alcuna importanza agli occhi di coloro per i quali l’obbedienza positiva a chi comanda viene prima della Verità e della Giustizia, oltre che della dottrina cattolica.
Giusto per una fare una riflessione, alquanto evidente nei fatti, nel sabato di Passione. (MV)

NOTIZIA DEL GIORNO

VIDEO DEL GIORNO