ARTICOLO TRIARII

Per chi suona la campana

Notizie dal Presidio di Imperia-Savona

Dal 28 dicembre dello scorso anno a Sanremo, tutte le sere alle 20, suona una campana.
Questi rintocchi quotidiani sono un mònito per la coscienza di chi li ascolta.
Un richiamo alle proprie responsabilità e ai propri doveri.
Una voce potente in un deserto fatto di silenzi, omertà ed omissioni.
E per queste ragioni da fastidio.
Stiamo parlando della “Campana per la Vita”, installata sul campanile di Villa Giovanna D’Arco a Sanremo, sede della Diocesi Ventimiglia-Sanremo.
Pensata e voluta da Monsignor Antonio Suetta, vescovo della Diocesi, e inaugurata il 28 dicembre 2025, data significativa, in cui si ricorda la Strage degli Innocenti provocata da Erode, che volle sterminare tutti i neonati di Betlemme e del territorio circostante per impedire l’avvento del “Re dei Giudei” annunciato dai Magi, ovvero Gesù Bambino.
Giorno in cui si commemorano perciò i Santi Martiri Innocenti.

Questa iniziativa tanto coraggiosa quanto doverosa del Vescovo Suetta, avrebbe dovuto essere l’occasione per spezzare quel muro di omertà, che da tempo è calata nei luoghi canonici, che impedisce di professare la Verità e di chiamare le cose con il loro nome.
Avrebbe dovuto essere l’occasione per ristabilire l’ordine anagrammatico tra “diritto” e “delitto”, e restituirgli il senso reale e non ideologico.
Purtroppo tranne in rari casi questo non è avvenuto.
Le proteste e le manifestazioni immediatamente messe in piedi dagli attivisti delle sinistre locali, delle femministe e dei movimenti LGBTQ sotto la sede della Diocesi in questione, deve aver scoraggiato sul nascere chiunque avesse anche solo pensato di offrire solidarietà a Monsignor Suetta.
Rinunciando soprattutto ad alzare la voce per la causa della difesa della vita, oggi come oggi l’argomento che dovrebbe essere messo davanti a tutto, come già ci aveva ricordato San Pio da Pietralcina:
“Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni».

Tra le sporadiche realtà che hanno colto l’invito di Monsignor Suetta, ci sono due parrocchie della Diocesi Albenga-Imperia, confinante con quella di Sanremo-Ventimiglia, teatro principale dell’iniziativa.
È qui che il nostro presidio di zona della Confederazione dei Triarii opera da qualche anno, e che in questa occasione si è subito speso per fare in modo che la Campana della Vita facesse sentire i suoi rintocchi anche dalle nostre parti.
È così che dal mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, alla parrocchia di Cuore Immacolato di Maria ad Andora (SV) per volontà del parroco don Stefano Caprile e beneplacito del Vescovo Guglielmo Borghetti, tutte le sere per tutto il tempo di Quaresima suonerà la Campana della Vita.
Iniziativa subito imitata dalla parrocchia di San Maurizio e Compagni Martiri di Imperia, per volere del parroco don Lucio Fabris.
In entrambe le parrocchie sono state programmate, nel corso del periodo quaresimale sette serate di Adorazione Eucaristica della durata di circa un’ora, durante la quale il sacerdote propone una lettura ed una meditazione su alcuni significativi brani dell’Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II.
Come da copione anche a Imperia, come già a Sanremo, non sono mancate le contestazioni, stavolta da un comitato studentesco dal nome di “Spiraglio imperiese”, che si presenta provvisto di bandiere, striscioni e megafoni fuori dalla chiesa, con lo scopo di disturbare il momento di preghiera.
Utilizzando per altro slogan ed immagini che ne denunciano, oltre che l’ intenzione blasfema, anche una chiara ispirazione satanica.
Tra questi espressioni come “Contro Adorazione – ideologia marcia di patriarcato” o “Adorazione transfemminista pro-choice”.
E immagini come la croce rovesciata e la rappresentazione di un rosario a forma di utero.
Questo la dice lunga sul divario incolmabile che oramai intercorre tra chi ha conservato la coscienza di ciò che è bene e ciò che è male, riconoscendo un ordine supremo che ne sovrasta qualsiasi tentativo di relativizzarne i concetti chiave. E quel mondo imbevuto di laicismo e di ideologie precostituite dall’humus culturale, che il processo rivoluzionario ha diffuso dapprima nelle menti e in seconda battuta nella coscienza collettiva.

È in questo scenario che la Confederazione dei Triarii si impegna per aiutare il risveglio di chi ha cominciato ad aprire gli occhi, e fornire ulteriori spunti di riflessione, oltre ad una formazione integra, fondata su princìpi di Verità che soltanto attraverso l’unica vera Fede possiamo riconoscere e tornare a fare propri.
In questa ottica si muove il nostro Presidio di zona, che già da qualche anno organizza incontri di preghiera, Sante Messe (in Vetus Ordo) e conferenze su argomenti determinanti per comprendere i meccanismi della rivoluzione e saperli riconoscere.
Tutte le conferenze si sono svolte ad Andora , nelle sale della stessa parrocchia che oggi suona la Campana della Vita e grazie alla disponibilità del parroco don Stefano Caprile.
In questi anni si sono succeduti il prof. Massimo Viglione, il generale Roberto Lopez, il prof. Mario Iannaccone, il dott. Roberto Pecchioli, il prof. Guido Vignelli, il dott. Paolo Gulisano e il prof. Martino Mora.
Ognuno ha portato il suo contributo dinanzi a platee più o meno nutrite, in cui si è formato di volta in volta uno zoccolo duro che presenzia sempre e non manca mai.
Ciò ci conforta e ci rassicura, perchè se almeno su quei pochi il nostro impegno ha prodotto qualche frutto, significa che qualcosa di buono è stato fatto, e che comunque…non siamo soli.

Michele Dieli

NOTIZIA DEL GIORNO

VIDEO DEL GIORNO