Il Papa che aspettiamo
E’ esistito un papa così
“Ho amato la giustizia, perciò muoio in esilio”.
Nei giorni più neri, dal punto di vista politico e morale, della storia della Chiesa, Dio sollevò il monaco Ildebrando di Soana, della famiglia Pierleoni. Un gigante tra i giganti della Chiesa, autore della Riforma della Libertas Ecclesiae, del collegio cardinalizio, della riforma morale interna con la condanna definitiva del concubinato e della simonia, e soprattutto supremo difensore dei diritti della Chiesa nei confronti dell’Impero e dello Stato.
Divenuto Pontefice Massimo con il nome di Gregorio VII, è l’autore del “Dictatus Papae”, l’equilibratore dei rapporto Chiesa e Impero con la celeberrima metafora del Sole e della Luna, il protagonista di Canossa, il sollevatore dei Guelfi, il combattente rapito dai normanni e costretto a morire prigioniero a Salerno, dove riposano, ancor oggi, le sue spoglie mortali.
Prima di morire, diede il suo ultimo indirizzo alla Chiesa e alla Cristianità: LIBERARE IL SANTO SEPOLCRO DAI MUSULMANI!
Oggi, nei giorni più neri della Chiesa, dal punto di vista teologico, dogmatico, liturgico, pastorale, umano, morale, sociale, culturale e di tutto di più, rivolgiamo il nostro pensiero a questo grandissimo e santo Papa, perché al più presto soccorra il Papato e la civiltà cristiana dalla rovina definitiva.
San Gregorio VII combatté, da monaco, da vescovo e da papa, contro i poteri del mondo, tutti. Fu schiacciato, ma vinse, perché credeva in Dio e amava la Chiesa.
Vinse, perché diede tutto se stesso e la stessa libertà personale e vita per difendere la Verità e la Chiesa.
C’è sempre speranza! Proprio nei giorni più neri, perché è in questi momenti che arriva l’aiuto.
E i giorni sono nerissimi. Pertanto, l’aiuto vicinissimo.
Un nuovo Ildebrando è alle porte, sebbene noi non lo vediamo. Perché Cristo non abbandona la sua Chiesa e “Portae Inferi non prevalebunt”.
San Gregorio VII questo oggi ci insegna: amore alla Verità, spirito di combattenti, speranza in Cristo e carità verso la Chiesa e la nostra civiltà.
Massimo Viglione.
ARTICOLO TRIARII
25 maggio, San Gregorio VII.
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