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Il momento della divisione e quello dell’unione

Non c’è bisogno di attendere un “programma di governo”: sappiamo perfettamente cosa intendono fare. In parte lo diranno nel programma, in parte lo faranno e basta, per quanto fattualmente possibile. Pertanto, inutile attendere un programma feticcio.
Fare entrare altri milioni di immigrati per attuare l’invasione della nostra patria e delle nostre case. Naturalmente mettendo in galera chi si oppone, con l’accusa di “razzismo”, loro che le razze le vogliono annientare nel meticciato universale.
Imporre seriamente e fattivamente il gender (di cui Conte ha già fatto bandiera) nelle scuole come programma di massa, così come l’omosessualismo come stile di vita di massa. Naturalmente strappando i figli ai genitori che fanno resistenza e mettendo in galera chi si oppone, con l’accusa di “omofobia”. Loro, che sono gli artefici di ogni “normalofobia”. I “normalofobi” della dissoluzione.
Svendere completamente quel poco di sovranità nazionale che ancora rimane al Moloch Unione Europea, del resto ordinatore di questo ennesimo rovesciamento della volontà degli italiani, in modo da distruggere in via definitiva l’economia nazionale, la ricchezza (o quella che un tempo era la ricchezza) e la produzione degli italiani, immolando i risparmi a Dr. Spread e Mr. Debito, per renderci un popolo (nel frattempo genderizzato e meticciato) di servi senza più alcuna possibilità di resistenza al male.
Distruggere definitivamente questo “mito” della casa di proprietà che gli italiani ancora hanno, con patrimoniali ad hoc e con l’esproprio, dapprima mascherato con “compenso” e poi definitivo, delle seconde e terze case al fine di dare “ospitalità” agli immigrati, in attesa di piazzarceli dentro casa direttamente, come già in passato esponenti del Pd hanno “invitato” (per ora) a fare.
Iniettare qualche dozzina di vaccini ai bambini, per plasmarli a loro immagine e somiglianza, e magari pure agli adulti, per “aiutarli” a non dare fastidio da vecchi, come già qualche voce ha iniziato a dire.
Incrementare al massimo la propaganda abortista, sempre utile alla distruzione dell’italica genia, e al contempo preparandoci all’eutanasia come saggia e cosciente scelta di persone democratiche e moderate, che non danno troppo fastidio a coloro che dovranno godersi il mondo che verrà e che non saranno quindi più di peso al sistema pensionistico sempre più in crisi.
Smantellare progressivamente il sistema del posto fisso e delle pensioni, in modo da renderci tutti sempre più schiavi di un meccanismo che non ammette sicurezza alcuna per le famiglie né per gli individui. Tutti sempre più abbandonati nelle mani delle banche e del quanto mai preziosissimo “debito pubblico”..
In più, pazza gioia per tutti i Forteto e Bibbiano di ogni genere e tipo. Al contempo, tolleranza massima per ogni sorta di criminalità – specie per quella commessa da immigrati – e di contro pietà alcuna per l’italiano che non emette lo scontrino o magari tenta di salvarsi la vita o di difendere la famiglia dentro la propria casa o il proprio negozio.
Mettiamoci pure un po’ di insetti a tavola, un bel po’ di ecologismo finalizzato alla paralisi di ogni iniziativa lavorativa che potrebbe compromettere la “natura” (con Grete da tutte le parti), Prodi al Quirinale (come premio per aver distrutto la sovranità monetaria del nostro Paese e la ricchezza stessa degli italiani) e un’invasione totale di giornalisti zerbini in televisione e pretonzoli comunisti o complici nelle parrocchie, e il quadro inizia a essere abbastanza esauriente (forse…).
Il “nuovo umanesimo” di Conte, con la benedizione del Vaticano, la pacchetta sulla spalla di Bruxelles e il sorriso di Soros.
Dinanzi a tutto questo, dinanzi a questa ulteriore umiliazione e violenza politica contro la volontà del cosiddetto “popolo sovrano” (vi sentite ancora sovrani e liberi?), dopo quello del 2011 (è un caso che Mattarella si sia consultato – non si capisce, ufficialmente, a quale titolo – con Napolitano? Che, tradotto, vuol dire con Merkel e Macron e i loro padroni), come è possibile continuare a parlare ancora di “democrazia” in Italia? Una democrazia dove, come è stato argutamente detto, chi vuole le elezioni per dare voce al popolo e formare un governo che rappresenti realmente la maggioranza degli italiani, è “fascista” e “sovranista”, mentre i democratici sono coloro che mettono il bavaglio al popolo.
Come è possibile accettare passivamente questa rivoluzione anti-italiana e anti-umana compiuta da una minoranza di riciclati pilotati da potenze straniere e nemiche, qui presentate come amiche? Come è possibile pensare la Bonino, la Boldrini e magari Casini al governo?
Per anni ho tuonato – con tanti altri – contro i Cinquestelle.
Per anni ho avvisato che sono i più rivoluzionari di tutti, pedine della Sinistra internazionale, del grande capitale della finanza sinarchica, senza il quale non avrebbero certo ottenuto il 30% e oltre dei consensi degli italiani, conquistato con l’infame inganno di far credere che loro fossero contro i “poteri forti” e antitetici al “sistema”.
Con il trucco del “vaffa”, che però si è rivolto, come ovvio, contro gli italiani tutti. Il “vaffa”, cari elettori dei Cinquestelle, era rivolto a tutti noi, voi compresi.
Non sono forse loro quelli che hanno sempre maledetto il PD (quante centinaia di volte hanno detto: “Mai al governo con il PD”?) e denunciato mille volte tutta la corruzione morale di quel partito e tutti gli arrestati e indagati? Non sono loro che hanno sempre detto che non si governa con gli indagati (hanno costretto alla dimissioni un viceministro della Lega solo perché indagato) e ora fanno il governo con il partito più indagato della storia umana?
Per anni ho invitato – insieme a tanti altri ovviamente – a ragionare sul fatto che il programma dei Cinquestelle è più o meno uguale a quello del PD e dei poteri forti in genere, soprattutto dal punto di vista a-morale (anzi, perfino più estremista in questo di quello del PD). E infatti ora si intendono a meraviglia.
Non è certo un caso che sui programmi si sono messi subito d’accordo! Meno sulle poltrone, ovviamente, essendo fatti della stessa materia di cui sono fatti i politicanti di ogni tempo e luogo.
Vorrei ora guardare negli occhi tutti coloro che hanno votato Cinquestelle nell’idea di essere “alternativi al sistema”, gridando che i Cinquestelle sono di destra o almeno non di sinistra, che sono contro la corruzione e dalla parte degli italiani, che difendono i valori e combattono la finanza internazionale in nome della sovranità italiana.
Dove state, tutti voi? In un tombino? Beh, non basta.
Se c’è una cosa che la storia insegna, è che tutti coloro che si erigono a nemici della corruzione (economica, ma mai di quella morale, beninteso!) sono i primi nemici dell’uomo. Come i Cinquestelle, appunto.
Come Robespierre, l’“Incorruttibile”. Come Grillo…
Avete capito ora chi è Grillo e a cosa è servito? Avete capito ora che il cosiddetto “Movimento” – come detto tante volte da chi scrive e da tanti altri – è stata la geniale trovata per frenare l’avanzata della Destra in Italia, della vera resistenza alla Rivoluzione, e riportare la Sinistra al potere, senza reale consenso, come sempre? L’avete capito, che Grillo stesso una volta disse: “Senza di noi sarebbe il trionfo della Destra!”. L’avete capito?
Che sono i primi servi ipocriti di quei “poteri forti” che dicevano di voler combattere?
Ma voi, che avete votato Cinquestelle, non siete i peggiori. E nutro speranza che, ora, non cadrete più in questo pazzesco errore, anche perché altrimenti sareste irrimediabilmente complici. O molto peggio…
I peggiori sono… i nostri “cattolici” moderati e seri, che votano direttamente PD o che eseguono ancora gli ordini del clero della neochiesa, che si è subito premurato di farci sapere che questo governo nascente è il “male minore”.
Del clero che ci fa sapere che ha piena fiducia in Mattarella, ovvero, in Napolitano, ovvero, in Merkel e Macron, ovvero in Soros.
Del clero che di Bibbiano, del Forteto, dell’aborto (Bonino, la “grande italiana” di questo clero), del femminismo estremista, del gender, dell’omosessualismo, dell’invasione della nostra patria, della miseria degli italiani, della fine della democrazia, non gliene cale punto. Anzi, come non potrebbe essere contento, il nostro clero, sapendo che tanti bei maschioni di colore, tutti al fiore della giovinezza e in piena tenuta fisica, arriveranno nelle parrocchie di tutta Italia? Pensando ai soldi che porteranno con loro e a tutti gli annessi e connessi. Come potrebbero non essere contenti, questi signori esponenti del più infame tradimento spirituale, teologico, morale e politico della storia della Chiesa?
Dinanzi a ciò, il nostro sdegno tocca il vertice al pensiero dei “cattolici moderati e seri” che ancora seguono e difendono questo clero, già prono con gioia al nuovo governo. Parlo di associazioni e movimenti che tutti conosciamo. Che fanno Meeting e feste elogiando il nuovo governo, che hanno giornali e televisioni il cui unico scopo era attaccare Salvini, che chiudono le porte ai cattolici veri, legati alla Fede di sempre, e le spalancano agli islamici e agli apostati di ogni genere, che si permettono pure di sentenziare ogni tanto, tacendo in continuazione dinanzi alle mostruosità di cui sono complici morali. Che ancora si permettono di dirci che bisogna obbedire alle gerarchie, a quelle gerarchie che non hanno speso una sola parola per i bambini sacrificati in ospedale, per le ragazze violentate e squartate vive la cui colpa era di essere bianche, per gli italiani in miseria, per la mostruosità recente di Bibbiano e per quella pluridecennale del Forteto (anzi, santificano don Milani!), e, diciamolo, per decine di milioni di bambini e adulti africani che realmente muoiono di fame e che non hanno nessun diritto di venire in Italia e dei quali a nessuno di costoro frega assolutamente nulla.
Il nostro sdegno tocca il vertice dinanzi a questi “intellettuali” venduti alla carriera, dinanzi a queste associazioni che ci “insegnano” ad obbedire a chi sta distruggendo la Chiesa, dinanzi a questi “politici” che hanno festeggiato per l’elezione di Mattarella e, sicuramente, sotto sotto, brindano oggi per il corso degli eventi.
C’è bisogno di fare i nomi, di queste associazioni (dalle più famose e diffuse a quelle più di nicchia, ma ugualmente pestifere)? Di questi pseudo-intellettuali sacerdoti del dio-carriera e del proprio incontenibile io? Di questi politici riciclati? Di questo clero complice? Non credo.
Sono giunti i giorni in cui è necessario dividersi senza remora alcuna da tutti costoro, per prendere posizione definitiva. Non solo politicamente e partiticamente, ma anche all’interno del mondo cattolico: non è più lecito seguire i complici aperti e semiaperti e occulti di tutto quanto sta avvenendo.
Ora arriva il conto. Un governo come questo è inaccettabile, indifendibile, per tutti, ma anzitutto per ogni cattolico. Chi lo difende, o anche solo sostiene i suoi sostenitori e difensori, diretti e indiretti, è complice del “programma” di cui sopra, dinanzi a Dio e agli uomini.
Ora è il tempo invece, per chi complice non vuole essere, per noi, di organizzare la Controrivoluzione a oltranza.
Dobbiamo salvare l’Italia, gli italiani, i bambini, le famiglie, la morale, i nostri risparmi e quel che resta della nostra libertà, economica e personale.
Come Presidente della Confederazione dei Triarii, invito tutti gli italiani di buona volontà alla resistenza politica, civile, culturale, nei termini consentiti dalla legge e dalla morale cristiana. E, soprattutto, alla resistenza religiosa e morale.
Perché solo l’unione dei buoni, quelli veri, può salvarci, ora. Dividerci dai traditori e unirci tra i fedeli. Solo la forza unitaria di uomini liberi, della loro azione e del loro sostegno umano, politico ed economico, può darci la forza e gli strumenti per creare una reazione di popolo, legale e pacifica, ma al contempo incisiva e decisiva.
Facebook, non basta più, ora. E nemmeno la manifestazione in piazza una tantum (più utile a svuotare la carica delle persone che a renderle capaci di seria e costante resistenza al male) o la raccolta firme o il convegno.
Tutte cose più o meno utili, ma insufficienti. Occorre unirci e resistere, pubblicamente. E per questo occorre creare un movimento unitario di popolo antitetico a quello dei Cinquestelle e al PD, al clero eretico e apostata e al piano mondialista di sovversione umana e naturale.
Per questo occorre organizzare la più epica e ciclopica delle imprese: riconquistare la cultura in Italia alla Verità e alla Tradizione. Se sta accadendo tutto questo, è perché scuola, università, giornali, media, televisione, case editrici, e quindi decine di milioni di cervelli al macello, sono in mano alla Sinistra. E perché gli stessi partiti di riferimento si disinteressano altamente a questo problema, che è la chiave per riconquistare l’opinione pubblica nazionale al Bene. Come invece quelli di sinistra sanno perfettamente.
Occorre creare un’immensa e organizzata reazione controrivoluzionaria costante e finalizzata alla vittoria.
E sostenere quelle forze politiche, grandi o piccole, antiche o nuove, che realmente e in toto – ripeto: in toto – vorranno rovesciare questo infame destino e fare quanto necessario e possibile per far tornare l’Italia libera e fedele alla sua Tradizione e civiltà.
E ciò che vale per i politici, vale ancor prima per il clero: sono giunti i giorni, e ancor più così sarà dopo il Sinodo Amazzonico, in cui rimanere legati agli apostati vuol dire essere apostati. Ovvero, staccarsi dall’unione con Cristo e con la vera unica Chiesa. In cui invece ogni cattolico legato alla Fede vera e di sempre, dovrà compiere la scelta di restare legato e sostenere solo il clero fedele alla Chiesa di sempre.
Auspico che le associazioni, i leader, gli intellettuali, tutti gli uomini e tutte le donne di buona volontà, sappiano vincere se stessi e sappiano donarsi alla buona battaglia, unendo le forze, come fecero i nostri antenati, gli insorgenti controrivoluzionari. Occorre farlo ovviamente con gli strumenti odierni, possibili e legittimi, oggi, ma occorre farlo. Uniamoci nell’azione in nome di Dio e della salvezza dell’Italia e delle nostre famiglie, ovvero, di tutto ciò che più amiamo. Del significato stesso della nostra esistenza.
Invito quindi tutti gli amici a pensare all’organizzazione di una giornata di raduno generale di tutti gli italiani legati alla tradizione religiosa, morale, politica e culturale della nostra meravigliosa civiltà, di cui siamo tutti figli.
Come dicono i nostri oppressori… “Se non ora, quando?”.

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