Quando si parla di politica internazionale, è sempre meglio essere molto prudenti ed evitare l’apoditticità dei toni. E questo specialmente oggi.
Ancor di più in scenari come gli attentanti ai potenti del mondo.
Ma, a caldo, alcune prime considerazioni possiamo pur avanzarle.
Ci sembra che sia assolutamente impossibile che una persona – anche se era un cliente dell’hotel – possa tranquillamente entrare con un’arma da fuoco in una sala di un convegno riservato dove sono presenti il Presidente e il vicepresidente degli USA.
E’ sufficiente aver guardato un centesimo dei film e telefilm yankee dedicati a situazioni similari per sapere che, appunto, ciò non può accadere.
Eppure è accaduto.
E, a mia opinione, è pure impossibile che, una volta che la persona sia dentro (e si suppone sia uno esperto di armi, altrimenti che ci faceva lì? Non era una piazza pubblica dove ci può essere il pazzo qualunque), poi non riesce, a pochi metri, a uccidere almeno una delle due vittime designate.
Non basta ancora: in un incontro riservato a “pochi eletti” della élite politica statunitense, cosa ci faceva uno sconosciuto lì dentro? Sarà ben difficile questa volta dare la colpa al pazzo di turno, perché la scena non si è svolta nella piazza pubblica, ma in un convegno a porte chiuse con presenti le massime autorità del potere politico nel mondo.
E, a dirla tutta, avendo visto un video della scena, sono rimasto basito che vi erano solo 2-3 poliziotti a fare presenza, che hanno pensato a mettere in salvo prima Vance e poi Trump.
Pertanto, vi possono essere solo due spiegazioni:
- o è tutto un complotto di Trump per qualche ragione (ma qui siamo veramente al complottismo spasmodico);
- oppure è un messaggio a Trump.
Ed è il secondo.
La spiegazione più comoda che daranno subito i neo-cons sarà che dietro c’è l’Iran.
Quella più verosimile sarà che dietro c’è il Deep State. E, forse, con l’ausilio di settori dello stesso mondo vicino politicamente a Trump e comunque, come scontato, dei servizi segreti statunitensi.
Infatti, proprio perché appare assolutamente impossibile che in tal congerie uno sconosciuto possa essere entrato e con un’arma da fuoco addosso, è evidente che la prima idea che viene in mente è che lo hanno fatto entrare di proposito.
Magari con l’incarico di non uccidere ancora, per la seconda volta, al fine di mandare l’ultimo messaggio di avviso.
Vedremo cosa cambierà nella politica di Trump (non solo estera, attenzione, ma anche interna); o che fine farà Trump.
Perché, siccome non c’è due senza tre… come dicono gli yankees, “stay tuned”.
Solo Dio sa cosa può accadere domani. Forse oggi. (MV)