Dagli inizi del IX secolo, i papi hanno predicato, organizzato e a volte condotto in prima persona, spedizioni militari per respingere le invasioni islamiche della Cristianità.
A partire dalla fine dell’XI secolo, per due secoli e mezzo, tutti i papi hanno creato, organizzato, vivificato e vissuto anzitutto lo spirito di Crociata, ovvero di riconquista dei Luoghi Santi in mano agli infedeli.
Dalla seconda metà del XIV secolo, quasi tutti i papi hanno continuato, in maniera sempre più tragicamente operativa, a fare di tutto, e anche di più (spesso contro le stesse monarchie cristiane), per sventare l’invasione della Cristianità da parte dell’Islam ottomano, che comunque arrivò fino a Buda e a minacciare Vienna per ben due volte.
Si può dire che l’attività crociata sia stata la prima attività politica dei papi dei secoli tardomedievali e moderni, ancora fino alla prima metà del XVIII secolo. Basti fare i nomi, su tutti e fra tutti, del beato Urbano II dei Conti di Châtillon, di Innocenzo III dei Conti di Segni, di Callisto III Borgia, di Pio II Piccolomini, di Leone X de Medici, di san Pio V Ghislieri, del beato Innocenzo XI Odescalchi.
Papi, beati e santi crociati.
Ancora nel 1917 esisteva in Vaticano l’Ufficio della Crociata.
Oggi abbiamo un papa che va ad avallare l’invasione delle nostre terre, delle nostre proprietà, dei nostri costumi, spesso delle nostre vite spezzate dalla violenza bestiale di questi invasori impuniti, che sanno di poter fare tutto perché protetti da coloro che dovrebbero condannarli e ricacciarli.
Da Giovanni Paolo II in poi, forse con l’eccezione in parte di Benedetto XVI, i papi hanno predicato con tutte le loro forze, con un’insistenza unica nella loro specie, con un crescendo esponenziale, e garantita operatività gestionale tramite le ONG, dell’invasione islamica dell’Europa un tempo cristiana.
Ricordo perfettamente che negli anni Novanta non ci fu in pratica un Angelus di Giovanni Paolo II senza l’accenno all’accoglienza degli immigrati, che iniziavano a invaderci senza sosta.
Non parliamo poi di Bergoglio e, oggi, di Leone XIV.
Come conciliare dieci secoli di papi (ovvero, decine e decine di loro) che dicono a fanno A, con i papi recenti che dicono e fanno Z?
Non è possibile conciliare.
Esattamente come non è possibile conciliare la libertà religiosa del Concilio Vaticano II e l’affermazione bergogliana che tutte le religioni salvano con il dogma dell’Extra Ecclesiam nulla salus,
con la redenzione di Cristo, offertosi in sacrificio “per molti” (e non “per tutti”);
esattamente come non è possibile conciliare le parole di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio con l’Amoris Laetitia di Bergoglio;
esattamente come non è possibile conciliare la condanna terribile della Chiesa di sempre, a sua volta ripresa dall’Antico Testamento (Sodoma e Gomorra), della sodomia con la nuova ideologia genderista e sodomitica delle attuali gerarchie vaticane, avallata da Leone XIV;
esattamente come non è possibile conciliare la forma monarchica e assolutamente unitaria del Primato di Pietro, su cui si fonda la Chiesa, con questo clero sinodalista;
esattamente come non si può conciliare una Messa teocentrica e sacrificale con un rito antropocentrico, relativista e filoprotestante;
esattamente come non si può conciliare la Verità con l’eresia, la fede con l’apostasia.
Chi sono i veri scismatici?
Come detto altre volte, questi sono i giorni della scelta definitiva tra il Padrone e il servo infedele.
Questo è l’unico vero criterio di scisma. Ognuno sceglie, che lo voglia o meno, se stare con Dio, che non muta mai, o con il relativismo dommatico, spirituale e liturgico del liberalismo e socialismo conciliare degli ultimi sessantacinque anni.
Io non concilio. Io resto fedele ai papi che hanno salvato per dieci secoli la nostra Europa cristiana e la nostra fede e civiltà.
Come resto fedele in tutto alla Chiesa nei suoi primi diciannove secoli.
Non concilio. (MV)
ARTICOLO TRIARII
Come si può conciliare? Io non concilio
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