Giorgia Meloni ha preso posizione contro Trump in difesa del papa.
Lo ha fatto pubblicamente e coraggiosamente: coraggiosamente sia perché ha osato criticare uno degli uomini più pericolosi del mondo attuale, sia – dal suo punto di vista – perché ha preso le difese del papa (chi vuol capire, capisca).
Non basta. Ha fatto un atto ben più pericoloso. Ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo militare con Israele.
E qui giungiamo a vette di pericolo inaudite. Nel senso che va contro l’uomo più pericoloso del mondo in assoluto, alleato di ferro, e possiamo dire padrone di fatto, di quello precedente, Trump.
Ora, Meloni conosce, almeno a livello basilare, la storia di questa Repubblica, e quindi sa cosa accade a chi sfida gli USA (ogni riferimento a Craxi e Andreotti è puramente voluto). E teniamo conto che Reagan e Bush padre non erano Trump (sebbene la CIA sia sempre la stessa).
Di più: Meloni sa bene chi, oltre alla CIA, manovra il mondo e senza pietà alcuna. Ed è andata sfruculiare proprio quei due centri di potere assoluto, almeno in Occidente, in quell’Occidente che lei tanto esalta.
Meloni eroina della Chiesa e della politica?
Conoscendo ormai bene, come ogni italiano che ragiona, Giorgia Meloni, non ci illudiamo certo dei suoi nobili intenti.
Essendo non eroina né crociata, ma solo molto astuta, è evidente che ha cominciato a capire che, a un anno dalle prossime elezioni nazionali, deve cambiare politica per salvarsi la poltrona.
Infatti, da un lato il referendum è stata una dura quanto inaspettata sconfitta politica (inutile nasconderlo), dall’altro il voto d’Ungheria ha dimostrato che essere amici di Netanyahu e far venire Vence come sostegno finale, non solo non serve più, ma diventa deleterio.
Ormai è chiaro che in Occidente, dopo gli eventi di Gaza e dell’Iran, il disprezzo per i due potenti di cui avere paura è più forte della paura stessa.
E così, l’astuta Meloni si trasforma in eroina della Chiesa e della politica.
La pagherà cara? Questo non lo sappiamo, vedremo.
Quel che è certo, però, è un altro fattore. Quello più “oscuro”:
ovvero, vista proprio la sua astuzia diplomatica e lucidità politica, il fatto che ancora insista a sostenere vergognosamente e ignominiosamente Zelensky, continuando a inviargli i nostri pochi soldi tolti alla Sanità, ai servizi, ai terremotati che ancora attendono la ricostruzione, ai tutti gli italiani vessati dal caro petrolio inaudito di questi giorni.
Ecco, questo è il cuore della questione.
Meloni vuole salvarsi la speranza di vincere le elezioni e restare al governo? Dovrebbe abbandonare Zelensky al suo segnato destino.
Ma, soprattutto, in questo contesto economico tremendo, dovrebbe fare due semplici cose:
1) Riaprire al gas russo, per salvare la sopravvivenza economica di milioni di italiani (che lei dice di amare);
2) di conseguenza, far saltare il patto di stabilità e mandare a quel paese la von der Leyen e l’UE in generale.
Allora sì che sarebbe un trionfo elettorale, l’unica cosa che veramente interessa alla nostra eroina.
Resteremmo soli al mondo? Sotto lo scacco della Russia?
Questo poteva essere vero ancora fino a qualche anno fa. Oggi le cose sono radicalmente mutate. L’unione Europea non esiste più, si riduce a un sistema tirannico di potere in mano a un’élite infame di servi del globalismo anti-umano che nessuno ha mai votato e senza legittimità politica alcuna. Inoltre, i grandi Paesi (Germania, Francia, Spagna) vanno ormai ognuno per proprio conto, senza alcuna politica comune reale. Siamo insomma al si salvi chi può.
Potrebbe essere l’occasione per iniziare a liberare l’Italia dalla sua servitù politica ed economica, sperando magari in un prossimo cambio della politica statunitense.
Ma non illudiamoci: questo è esattamente ciò che non farà mai.
Perché la nostra non è un eroina, ma una astuta politica, che non mette certo al primo posto gli interessi degli italiani (come del resto tutti gli attuali politici nessuno escluso).
Ma, di questa astuzia, resta sempre il mistero di fondo: e si chiama Ucraina. Perché mistero? Perché è ovvio che, pur essendo Zelensky abbandonato dagli USA, sconfitto in guerra, impresentabile politicamente, pure illegittimo, e pur di contro potendo Putin darci il gas a prezzi molto ridotti in un contesto difficilissimo come questo, lei continua a dire idiozie su Putin e a mandare i nostri pochi soldi (e pure armi) a Zelensky.
E questo logica politica non ha, visto che non può non sapere che la grande maggioranza del suo stesso elettorato esulterebbe in massa se la smettesse di essere la patetica manutengola di quel personaggio e di contro ci aiutasse tutti riaprendo al gas russo.
Inoltre, potrebbe limitare l’ascesa politica, ben pericolosa per lei, di Vannacci.
Eppure non lo fa. Perché? Forse perché è serva.
E’ astuta, ma non libera. Altrimenti dovremmo pensare che è masochista, ma non lo è.
Ma, chiediamoci: se critica gli USA, rompe con Israele, odia la Russia di Putin, allora, di chi è serva?
In questo contesto, è evidente che l’unica istituzione con cui ancora non rompe ma obbedisce, è proprio l’UE.
E di chi è serva l’UE?
Possono esserci altre ipotesi di soluzione al dilemma, ma credo sia legittimo porsi questa possibile spiegazione dei fatti.
Il sistema di potere globalista è colpito, in parte superato, ma mantiene sempre il controllo almeno dell’Unione Europea.
E quindi della nostra eroina, astuta sì, ma non libera di esserlo fino in fondo.
Può andare anche contro Trump e Netanyahu, ma non contro l’UE e i suoi veri padroni. (MV)