Un’amara, veritiera e lucida riflessione della nostra Alessandra Falco, che merita attenzione e approfondimento.
Siamo entrati nell’ultima parte di questa estate italiana 2026. Nelle nostre città come nei luoghi di vacanza, complice anche il caldo estremo, abbiamo visto un degrado totale nell’abbigliamento. Uomini e donne di qualsiasi età sciabattare in canotta molto spesso con evidenti tatuaggi e piercing. Drammatica la sorte di alcune ragazzine giovanissime vestite quasi di nulla con già tatuaggi e l’immancabile piercing all’ombelico ed altri ovunque (tutti autorizzati dai genitori essendo minorenni, come da normativa in vigore).
Questo stile trash rispecchia un animo di uguale misura degradato. Se mi vesto con un certo stile quella scelta riflette la mia interiorità. Nello stile prescelto sto a mio agio e pertanto vivo la dimensione sociale. Pertanto se ho un abbigliamento sciatto e misero, non è una questione economica ma di stile, rifletterò una mia interiorità degradata. Un soggetto che si identifica nel brutto è privo di identità, nella società tradizionale gli abiti popolari erano decorosi e molto belli, indossati da persone che vivevano spesso al limite della sussistenza. Ergo se non abbiamo dei valori non avremo un’ identità, senza identità viviamo come foglie al vento, crederemo a tutto senza essere niente. Il grande frutto della “Rivoluzione del 1968” è stato quello di togliere l’identità spirituale agli individui degradandoli in un materialismo infelice. Ora i frutti sono evidenti a tutti uno stile sociale degradato riflette un’anima degradata . Per fortuna ciascuno può invertire questo processo riprendendo la strada interiore verso il bello. (Alessandra Falco)