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Una nuova lotta per la libertà

Di Massimo Viglione

Il passaggio politico che l’Italia sta vivendo è tra i più importanti della sua storia e forse questo è un fatto non chiaro a tutti fino in fondo. Ciò anzitutto per una lampante ragione: è evidente come il sole che non abbiamo più piena sovranità statuale e quindi democratica. Ne dovremmo trarre delle conseguenze operative.

Chi scrive (insieme a molti altri intellettuali liberi) afferma questo da sempre, facendo così, agli occhi di alcuni che hanno interesse a non evidenziare la realtà, la parte dell’esagerato. D’altro canto, si potrebbe obbiettare che in fondo l’Italia repubblicana la sovranità non l’ha mai avuta. Ciò è vero, ma fino a qualche anno fa si poteva parlare di “sovranità limitata” (Sigonella docet): eravamo “sotto NATO” ma meritavamo un certo rispetto formale. Con la svendita della sovranità monetaria e con la svendita di quella politica nella UE, con il progressivo crollo dell’intero mondo occidentale sotto il tacco della finanza sinarchica e con il colpo di stato di Napolitano del 2011, le cose sono cambiate.

Quanto accade in questi giorni rende manifesto ciò che diciamo da anni: la Repubblica Italiana è una colonia della UE a trazione tedesca ed è controllata dalla finanza internazionale, oltre che ovviamente – dal 1945 – dagli USA. Insomma, proprio come accadde ai tempi del Risorgimento, e quindi ancora nella Seconda Guerra Mondiale, più stranieri contemporaneamente si spartiscono l’Italia. Mai l’Italia è stata tanto colonia come dal 1861 a oggi. Chi ha provato – nel bene o nel male – a liberare il Paese da questo giogo, ha fatto una brutta fine. La storia ce lo insegna inequivocabilmente.

Mattarella non vuole fare una brutta fine (come capitò a persone che lui stesso conobbe quando era giovane) e quindi si è fatto garante degli interessi dei padroni d’Italia.

Cerchiamo di catalogare i fatti al fine di rendere facile a tutti la comprensione.

1) Questo governo non è gradito ai padroni d’Italia di cui sopra (non tanto agli americani, che forse lo avrebbero anzi gradito, ma chiaramente alla Germania e alle forze UE, e quindi alla finanza). Dinanzi a quanto accade, diventa sempre più difficile negare l’evidenza.

2) I padroni d’Italia dicono a Mattarella che è giunto il momento di guadagnarsi lo stipendio e quindi di resistere, almeno sul ministro “anti-UE” (che poi sarebbe da verificare fino a che punto lo sarebbe realmente stato) Savona. Il che dimostra che i padroni possono passare sopra alcune cose, ma non sulla servitù finanziaria, monetaria e politica dell’Italia. La colonia è loro e non si tocca.

3) Mattarella capisce che è giunto il momento anche per lui – volente o nolente – di fare la sua parte e – andando contro la sua stessa natura di democristiano per di più di sinistra – si fa coraggio e si oppone a chi ha vinto le elezioni, giocando sul filo dell’anticostituzionalità (tesi questa non mia ma suffragata da molte autorevoli opinioni di esperti in materia, come si può leggere e sentire un po’ ovunque in queste ore). Il tutto in barba alla democrazia e alla barzelletta del popolo sovrano.

4) I padroni d’Italia, per aiutarlo in questo gioco, alzano lo spread.

5) Mattarella, trovando resistenza in chi ha vinto le elezioni, può così dire: “Siccome si alza lo spread e questo danneggia gli italiani, ho il dovere di scavalcare la volontà popolare e fare un governo del presidente, o tecnico”. Ovviamente a tutela degli italiani, s’intende, mica dei padroni d’Italia…

6) E così, hanno vinto i padroni d’Italia.

7) E così… gli italiani sono fregati per l’ennesima volta. E stavolta non da Napolitano. Sull’ara della loro fantomatica democrazia, della barzelletta del popolo sovrano, del feticcio della moderazione, dell’idolatria dell’euro, delle bandiere tricolore, di Mazzini e Garibaldi, dell’inno e della partita la domenica, dei talk show, di Amici, di Saviano, della Littizzetto e di tutto il circo “media-entertainement” creato appositamente per rimbambire le menti – piuttosto fragili – degli italiani stessi.

Ci si augura solo che comincino a rendersi conto della dura e cruda realtà. Ovvero, che sono un popolo-colonia senza più sovranità e quindi senza più democrazia. E, quindi, che i loro interessi non sono prioritari per nessuno. Ovvero, che sono stati presi in giro per decenni, e ora lo sono più che mai.

Chi scrive però … conoscendo il livello intellettivo di massa degli attuali italiani (ben conosciuto del resto anche dai loro padroni), è pessimista a riguardo.

C’è poco da arrabbiarsi: quanto accaduto oggi qui non sarebbe mai avvenuto non dico in Francia, Germania o in Gran Bretagna, ma nemmeno in nessuno dei Paesi “minori” della UE, a partire da quelli orientali. Gli unici servi siamo noi (e i greci).

A rinforzo di quanto appena detto, chi ha visto il tg1 delle 13,30 di domenica 27 maggio, può confermare come abbiano letteralmente spiegato che Mattarella ha ragione, che Salvini è un pericolo, che l’Italia stessa è in pericolo, ma per fortuna il Presidente l’ha salvata e il tutto mentre si vedevano immagini di Mattarella “amato dal popolo” (tutti siamo consapevoli di quanto sia amato) con la sua faccia in mezzo a tante bandierine tricolore (a simboleggiare che lui è la vera Italia, non chi ha vinto le elezioni, ovvero gli italiani). Uno scandalo indecente. Direi disgustoso. Ma sicuramente efficace per inebetire milioni di elettori intenti a guardare Amici o il Grande Fratello. Lampante il messaggio subliminale del servizio del Tg nazionale: Mattarella difende l’Italia (che vogliono i padroni d’Italia, però), mentre coloro che gli italiani hanno votato sono i cattivi. E quindi undici milioni di italiani sono cattivi. Mentre i bambini – la voce dell’innocenza – con i tricolori festeggiano Mattarella.

È così che funziona, e sarebbe ora di capirlo. I media esistono per indottrinarci secondo le esigenze dei padroni e lo sanno fare perfettamente. Gli italiani non devono certo capire che sono colonia e tanto meno che sono in grandissima parte indottrinati e inebetiti.

Dinanzi a quanto sta accadendo, a livello partitico, chi si è compromesso in questo gioco sono ovviamente il PD, ma anche Forza Italia. Berlusconi, pur di difendere la sua patetica “leadership” (e anzitutto e soprattutto i suoi veri interessi) e di riprendersi la rivincita su Salvini, ha detto pubblicamente e subito che Mattarella ha fatto bene a difendere “gli interessi degli italiani”: che, tradotto, vuol dire che Berlusconi si è fatto – ma già dal 2011, a dire il vero – servo sciocco e utile di quei poteri che gli hanno fatto la guerra per anni. Senza alcun ritegno politico né umano, una vergogna assoluta. Ci auguriamo solo che gli ultimi “giapponesi” che ancora credono in questo venduto e pericoloso uomo aprano gli occhi, perché, se e quando lo faranno, sarà sempre troppo tardi.

Occorre invece segnalare che la Santanchè e la Meloni (pur offesa dal comportamento di Salvini), hanno chiaramente condannato tutto questo imbroglio.

A proposito: ci aspettiamo ora una durissima reazione incontenibile di “vaffa” da parte di Beppe Grillo. O no? Uno strano silenzio, il suo, vero?

Questi sono giorni decisivi, che richiedono una nostra immediata reazione. Se si continua a farsi guerra, a pensare solo a un aspetto specifico della guerra in corso (gender, immigrazionismo, moneta, o magari la questione religiosa, ecc.), si rimane divisi, ininfluenti e in fondo utili ai padroni attuali. Se si continua a considerare “infrequentabile” chi dice la verità fino in fondo e su tutti gli aspetti, si serve utilmente il nemico. E i suoi sodali, sparsi ovunque.

Quella infatti a cui siamo chiamati oggi è una vera lotta per la libertà. Perché oggi, di nuovo, la storia questo ci sta ponendo dinanzi: la lotta per la libertà. Sì, avete letto bene. Ancora una volta, ma in maniera immensamente più subdola e quindi pericolosa di quanto avveniva nel passato.

Per quei pochi che possono capire, dico che siamo di nuovo in una situazione simile a quella che vide contrapporsi giacobini e insorgenti dal 1796 in poi. Perché in Italia… c’è l’invasore. E non solo quello africano o asiatico. Anzitutto quello “occidentale”, che frequenta logge, lobby, borse e banche e opera a Bruxelles, a Strasburgo e in alcune capitali ben precise. Che poi è quello che fa entrare a milioni gli altri invasori. E ha le chiavi della cassaforte d’Italia (e degli italiani). E pure quelle della politica, ovviamente. E non solo della politica.

E, ora come allora, questo invasore trova i suoi servi indigeni nei giacobini (Pd) e nei girondini (Forza Italia) di oggi. Come nel clero costituzionalista. In ogni caso, ora come allora, nella massoneria.

Che facciamo, ci uniamo e reagiamo? Questi sono i giorni dell’Insorgenza. Occorre un’azione certamente sempre legale e razionale, ma ferma e incisiva e soprattutto unitaria. Qualche strumento in tal senso può esistere.

A ognuno la sua scelta.

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